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| | Nenie, canti, preghiere - G. La Delfa | |
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Admin spèrtu


Registrato il : 24/12/07 Messaggi : 289
 | Oggetto: Nenie, canti, preghiere - G. La Delfa Sab Apr 19, 2008 9:46 am | |
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recentissima pubblicazione di Giuseppe La Delfa - Siracusa.
Prefazione " Libro Proverbi siciliani Tradotti in 5 lingue 3° Volume 1° parte-.Aforismi- Miniminaghia Scioglilingua ,Ninne nanne" .
"Multa paucis" dicevano i latini. Si può dire cioè molto con brevi e succose parole: Questo è l'aforisma. Tutto dipende, ovviamente, dall'uso che si deve fare della brevità perchè si può ad esempio sputare una sentenza, una massima, una regola di vita, con l'intentimento di un insegnamento immediato, il che avviene, ad esempio, quando si voglia fustigare un modo di essere o di vivere. L'aforisma, la Massima, (come anche s'intende l'aforisma) consentono al pensiero, nelle poche parole, di dire appunto tante cose, con quel poco che magari non si vorrebbe spiattellare. Ci vuole però che la mente sia dotata di questo esercizio, perchè non è di tutti liquidare un ragionamento, una persona, in quattro e quattrotto. Ci vuole cioè capacità e sensibilità a sapere dispensare: Riflessioni, Massime, Aforismi, come è capace Giuseppe La Delfa, giornalista e commediografo ennese, siracusano di adozione. Per brevità di parole, bastano pure i proverbi, di origine popolare, arguti come le parabole di cui Gesù si serviva per convincere la gente. I proverbi aiutano a parlare breve e schietto, senza ironia, perchè alludono sempre a fatti della vita, con intento morale. Giuseppe La Delfa, oltre al lavoro quotidiano per vivere, frequenta pure il teatro da attore; commediografo e regista, sfrutta i proverbi per farsi capire immediatamente: li sforna dal patrimonio antropologico siciliano, perchè li riconosce utili quando la parlata deve essere tradizionale, arricchiti dalle traduzioni in altre lingue. Buona lettura dunque! Chi volesse conciliare il sonno ai marmocchi di casa, La Delfa suggerisce qualcuna delle Ninne Nanne qui accluse, ma ci spera poco, perchè oggi i bimbi vanno a letto più tardi dei grandi. Semmai dubita che le palpebre cadano alla mamma, per nostalgia di quando il sonno la vinceva sulla fatica domestica Mauro Longo _________________ Consulta i Pittori Vincitori delle Vetrine del Mese ARTEVIZZARI |
|  | | Flavia Vizzari capurrais


  Età : 48 Registrato il : 24/12/07 Messaggi : 1607 Località : Messina
 | Oggetto: Re: Nenie, canti, preghiere - G. La Delfa Dom Mag 18, 2008 8:02 am | |
| La Sicilianità in un siciliano D.O.C.
La forza di un libro di matrice siciliana sta nella sua possibilità di rendersi fruibile ai più senza risultare pretenzioso, ma fissandosi su un livello medio di intelligibilità. Se questo è il senso di un’opera letteraria in lingua dialettale, il libro recentemente uscito dello scrittore ennese di adozione siracusana, Giuseppe La Delfa, poeta vernacolare ed in lingua italiana, per la sua leggerezza ed immediatezza è intelligibile poiché rispettoso di quelle regole. Trovarsi tra le mani il libro di La Delfa è fare un tuffo nei meandri di una sicilianità che ha un sapore tutto arcaico per la ricerca di nenie, canti, preghiere, invocazioni, orazioni popolari che si trovano nella prima parte del testo, patrimonio di una Sicilia antica, ma che ritroviamo ancora oggi nelle celebrazioni fedeli al passato di molti paesi dell’entroterra di quella moderna che hanno conservato e perpetuato la memoria di cerimonie religiose o di determinate tradizioni e costumi. Il pregio dell’opera sta anche nella ricerca capillare della seconda parte del testo di proverbi che sono patrimonio della nostra nazionalità, ma la lingua vernacolare li rende certamente più vicini alla nostra cultura e ce li fa vivere come nuovi ed inusitati. Il libro è la decima opera dell’autore e nella ricerca del patrimonio di proverbi è al terzo volume, segno che il campo di ricerca di insegnamenti del passato è talmente vasto da richiedere un’ingente mole di lavoro, tempi lunghi di riesumazione e tanta dovizia in questa azione di ricostruzione e di selezione. La traduzione dei proverbi in cinque lingue fa del testo uno strumento ancora più valido e senza dubbio più complesso e laborioso nonché la stesura di considerazioni filosofiche che evidenzia uno spaccato dell’essenza dello scrittore, del suo modo originale di interpretare la realtà. La terza parte del testo contiene aforismi, miniminagghie, scioglilingua, motti, detti, ninne nanne che rappresentano la parte che, a nostro avviso, può fare del libro di La Delfa un testo adottabile nelle scuole e fruibile da una fascia di utenza che attraverso la lettura di espressioni siciliane possa conoscere meglio la nostra lingua, impadronendosi di un patrimonio atavico che fa parte del nostro passato ed in cui s’innestano i canoni della nostra italianità. Il libro si conclude con una serie di foto storiche che rappresentano fotogrammi salienti del percorso di ricerca dell’autore che in giro per la Sicilia negli anni ha immortalato spezzoni di vita popolana e svariati momenti celebrativi. Il desiderio di conservazione della lingua letteraria siciliana è un forte impegno assunto dal nostro scrittore che da anni si prodiga in seno a varie associazioni che hanno lo scopo di ricercare una lingua comunitaria dialettale che inglobi i vari vernacoli delle tante province della Sicilia attraverso un impegno certosino di scoperta, conoscenza, dibattito o, come la nostra migliore tradizione isolana impone, attraverso la rappresentazione teatrale che consenta alla lingua di rivivere e di perpetuarsi. La presenza nell’opera di La Delfa dei vernacoli di ogni parte della Sicilia nella sua trascrizione fedele, rende il testo completo, vario, articolato, ma scorrevole per la capacità dell’autore di trasferire anche il proprio vissuto, non riducendolo ad una semplice elencazione. La Delfa immette tutta la sua sicilianità, il fervore isolano, frutto di un intenso girovagare per la Sicilia, tutta l’irruenza e l’irrefrenabilità caratteriale che in un continuo transfer ritroviamo nel testo per effetto di amore incommensurabile per la propria terra che fanno dell’opera un pezzo di cielo sereno e di caldo sole nella sicilianità di un siciliano verace. Da questo possiamo dedurre che il testo risulta fluido, leggero, inebriante come un buon vino novello perchè uscito dalle mani di un siciliano d.o.c. Maria Luisa VANACORE
Cataniaomnia _________________

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  Età : 48 Registrato il : 24/12/07 Messaggi : 1607 Località : Messina
 | Oggetto: Re: Nenie, canti, preghiere - G. La Delfa Mar Giu 03, 2008 9:01 pm | |
| RISCOPERTA E CONSERVAZIONE DELL’UNIVERSO SICILIANO NEL LIBRO DI GIUSEPPE LA DELFA.
“Nenie, Canti…Proverbi siciliani III vol...Aforismi, Miniminagghie, Scioglilingua, Motti…” è il titolo della recentissima pubblicazione del Giornalista Pubblicista, Poeta, Scrittore e Drammaturgo Giuseppe La Delfa, a cura della Tipografia Kromatografia di Ispica. Il testo è la decima produzione di uno scrittore dialettale di indubbie qualità che riversa nel suo poetare e nel suo scrivere il candore e la purezza tipiche del letterato virtuoso e la freschezza del temperamento umano giovanile e gioviale. La Delfa è nato ad Assoro (EN), nel 1944, ma ragioni di lavoro l’hanno spinto a vivere tra Siracusa, dove attualmente risiede, Catania, Palermo e Milano. E’ laureando in Scienze della Formazione, Direttore Responsabile di due testate giornalistiche e collabora con numerosi Giornali, Cavaliere del Santo Sepolcro, Volontario della Protezione Civile e del C.I.S.O.M, Vice Presidente Regionale dell’A.N.PO.S.DI., promotore di eventi umanitari e culturali tra cui il conferimento della Laurea ad honorem ad Alda Merini. Ha ottenuto importanti riconoscimenti in campo letterario e giornalistico tra cui il Premio Capodieci. Negli anni si è alternato tra generi artistici vari, giornalismo, poesia, cinema, teatro che ne hanno compensato la sete di ricerca personale, consentendogli di acquisire quella maturità che è tipica di chi ama spaziare tra un percorso di studio e l’altro fino a pervenire ad una poliedricità che è proprio la maggiore peculiarità del nostro autore. Apprezzabile in quanto diverso da altri testi che trattano degli stessi temi è l’opera di La Delfa che si presenta varia e variegata, frutto di un intenso lavoro di ricerca, condotto dallo scrittore tra le viuzze dei vari paesi della provincia e tra i vicoli densi di storia millenaria delle nostre multiformi città siciliane. Tutto il patrimonio di nenie, canti, invocazioni, orazioni e rituali delle feste religiose della prima parte del testo, si deve ad un percorso di ricerca, riscoperta e fruizione delle tradizioni del nostro passato e ad un’indagine condotta ai nostri giorni che mette in evidenza il perpetuarsi di determinate usanze tra la gente dell’entroterra siciliano che negli anni hanno mantenuto i loro riti nel corso di feste e celebrazioni. La seconda parte del libro contiene la trascrizione di proverbi in lingua dialettale con relativa traduzione che fa del testo uno strumento documentario a cui poter attingere per conoscere il nostro patrimonio popolare attraverso sentenze ispirate dall’esperienza vissuta. La traduzione dei proverbi in cinque lingue lo rende maggiormente fruibile, una fonte di riferimento per chi, come lo straniero, o per studio o per pura conoscenza, si accosta alla nostra cultura. L’impegno dell’autore non si ferma alla semplice trascrizione dei proverbi, ma si spinge a ricercare il significante in un lavoro di riconsiderazione che trae dalla semplice lettura il contenuto più intenso che è quello filosofico. La ricchezza del testo sta nella sua versatilità, essenza generosa dell’autore che non incupisce il lettore in un appiattito retorico continuum, ma lo trasporta nella variabilità della lingua vernacolare attraverso modi di scrittura, modelli di reinterpretazione della realtà, varianti linguistiche che costituiscono il ricco patrimonio della nostra sicilianità. E così si conclude il testo con un escursus di modalità di scrittura che ritroviamo nel prontuario della nostra sicilianità, nel nostro essere siciliani anche attraverso aforismi, miniminagghie, scioglilingua, motti, detti e ninne nanne che rendono il libro fresco, lieve, facilmente fruibile e ne fanno memoria di ognuno che nello scorrere le pagine ritrova un pezzo del proprio passato, un ricordo lontano, un brandello di storia vissuta. Il volume si chiude con una raccolta di foto storiche che danno una chiara immagine del significato del testo che vuole far conoscere la storia di Sicilia anche attraverso un patrimonio di tradizioni meno consultato che è quello che proviene dal popolo, specchio di sentimenti, passioni e dolori che cercano comprensione nell’invocazione, nella preghiera che è fatta pur’essa di lingua, di cultura. Conservare il passato è ricordare e perpetuarlo. Il merito di Giuseppe La Delfa è proprio quello di un uomo che sente fortemente il legame con la propria terra, ama le proprie origini siciliane, le ricorda, le mantiene vive e le commemora attraverso il dialetto e ci aiuta a riappropriarci del nostro idioma attraverso la poesia e la musicalità della nostra lingua siciliana che in questo volume ritroviamo in tutta la sua preponderante bellezza.
Maria Luisa VANACORE _________________

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  Età : 48 Registrato il : 24/12/07 Messaggi : 1607 Località : Messina
 | Oggetto: Re: Nenie, canti, preghiere - G. La Delfa Gio Lug 03, 2008 8:29 am | |
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