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IL poeta deve scrivere continuamente?

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Re: IL poeta deve scrivere continuamente?

Messaggio  Alfonso Chiaromonte il Mer 11 Mar 2009 - 10:18

Giovanni BonarRIGO ha scritto:Devo dire che Alfonzo Chiaromonte sta a Lucio Musto come il giorno sta alla notte... ma la giornata si compone di ambedue le parti... è bene non dimenticarlo.

L'ambizione prima della "stoffa" di poeta... o il talento... prima della sete di successo e di denaro? Staremmo quì a battagliare per ore per... anni, e alla fine... un Silvio Berlusconi che scrive un libro di cucina... venderebbe di più di un cuoco provetto di provincia.

Crivere per hobby o scrivere per affermare una verità? In ambedue i casi... ciò è segno di sensibilità verso la vita che ci scorre addosso. Per me, la migliore cosa che un poeta possa fare... è aprire gli occhi a chi li ha chiusi e vaga nel limbo.

Hai ragione! Se Berlusconi diffondesse la notizia che è riuscito a trasformare l'acqua in vino...avrebbe un gran successo e la gente gli crederebbe....
Lasciamo perdere Berlusconi... Tutti stanno aspettando un forte vento che spazza via le sue parole e lui stesso...


storico Alfonso Chiaromonte
......
Sito Personale : http://xoomer.alice.it/poggioimperiale
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Re: IL poeta deve scrivere continuamente?

Messaggio  Giovanni BonarRIGO il Mer 11 Mar 2009 - 10:55

Hai ragione! Se Berlusconi diffondesse la notizia che è riuscito a trasformare l'acqua in vino...avrebbe un gran successo e la gente gli crederebbe....
Lasciamo perdere Berlusconi... Tutti stanno aspettando un forte vento che spazza via le sue parole e lui stesso...

Voglio parlare di accostamenti.
Se leggiamo "Mussolini"... pensiamo: fascismo, seconda guerra mondiale, c'è anche chi pensa perfino: si poteva lasciare la porta aperta, tanto...
Se leggiamo "Eistein"... pensiamo E=MC2, scienza, atomica, relatività, universo, c'è chi pensa perfino: ...pazzia.
>>
>
Se leggiamo "Poeta"... spesso pensiamo... sognatore, con la testa fra le nuvole, etereo, ma io lo voglio intendere come uno che "afferma" un'idea di giustizia, di uguaglianza e di libertà fra il popolo.

p.s. come si inserisce la foto nel proprio profilo?
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Re: IL poeta deve scrivere continuamente?

Messaggio  Lucio Musto il Mer 11 Mar 2009 - 14:02

Giovanni BonarRIGO ha scritto:Hai ragione! Se Berlusconi diffondesse la notizia che è riuscito a trasformare l'acqua in vino...avrebbe un gran successo e la gente gli crederebbe....
Lasciamo perdere Berlusconi... Tutti stanno aspettando un forte vento che spazza via le sue parole e lui stesso...

Voglio parlare di accostamenti.
Se leggiamo "Mussolini"... pensiamo: fascismo, seconda guerra mondiale, c'è anche chi pensa perfino: si poteva lasciare la porta aperta, tanto...
Se leggiamo "Eistein"... pensiamo E=MC2, scienza, atomica, relatività, universo, c'è chi pensa perfino: ...pazzia.
>>
>
Se leggiamo "Poeta"... spesso pensiamo... sognatore, con la testa fra le nuvole, etereo, ma io lo voglio intendere come uno che "afferma" un'idea di giustizia, di uguaglianza e di libertà fra il popolo.

p.s. come si inserisce la foto nel proprio profilo?


lasciamo stare Berlusconi... e sono d'accordo anch'io!... Ma non mi basta un vento forte che lo spazzi via; mi serve "prima" qualcosa che lo sostituisca (qualcosa o qualcuno non mi importa)... e che assolutamente non vedo ancora spuntare all'orizzonte. Ed allora divento minimalista, e mi tengo lui.

A pensare Mussolini, si può pensare anche a pregevole jazz, a poesia, o a un bel paio di coscione... ormai adesso svanite a causa dell'età!
E se leggiamo Einstein si può anche pensare ad un violino... un violino suonato bene!

Se pensiamo "Poeta" si può pensare a qualsiasi cosa. Infatti nulla vieta che un poeta sia anche un capopopolo, un rivoluzionario, un idealista, un dittatore o un illuso.
Un poeta può anche essere grasso, negro, zoppo o omosessuale...

Dipende da noi. Dall'ottica in cui vogliamo vedere le cose. E purtroppo tutti ci accomuna il vezzo di vedere grandissimo l'aspetto che ci garba ed irrilevante quello che ci dà uggia!
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Re: IL poeta deve scrivere continuamente?

Messaggio  Flavia Vizzari il Mer 11 Mar 2009 - 15:22

Lucio Musto ha scritto:Leggo:

"Animo sensibile e nobile è il poeta che scrive perché sente."

Non posso che essere d'accordo, perché è proprio quello che caratterizza il poeta!...
...ma il problema non si sposta di un ette!

Chissà provando a chiedere in giro, fra tranvai e supermercato a gente scelta a caso:
"Scusi, lei, ma sente di essere d'animo nobile e sensibile, o bifolco e degradato?..."

che genere di risposte si otterrebbero!... ed è giusto!, perché nel fondo tutti, ci sentiamo dei profeti!
Ed allora occorre scegliere parametri diversi, se vogliamo differenziare il POETA dalla mediocrità bruta e indifferente!
Non basta il nostro personale giudizio... a meno che non siamo delle "autorità riconosciute" dal consesso sociale.



Carissimo Lucio ... ricordando sempre di leggere e di tenere sott'occhio il regolamento (non perchè non siate bravi ragazzi...ma perchè non mi va di chiamare il mio fratellino Admin per mettere a posto - prevenire è meglio che curare - anche x cancellare una sola parolina Exclamation )...devo dirti che a mio avviso se chiedessimo al vero poeta e non all'arrivista se si sente di essere sensibile e nobile oppure bifolco e degradato (tanto x usare i tuoi termini)... ebbene, io sono convinta che il vero poeta in quanto persona necessariamente sensibile e umile direbbe di essere un bifolco e degradato... pertanto tutte le digressioni successive fatte non reggono....



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Re: IL poeta deve scrivere continuamente?

Messaggio  Flavia Vizzari il Mer 11 Mar 2009 - 15:28

Giovanni BonarRIGO ha scritto:Hai ragione! Se Berlusconi diffondesse la notizia che è riuscito a trasformare l'acqua in vino...avrebbe un gran successo e la gente gli crederebbe....
Lasciamo perdere Berlusconi... Tutti stanno aspettando un forte vento che spazza via le sue parole e lui stesso...

Voglio parlare di accostamenti.
Se leggiamo "Mussolini"... pensiamo: fascismo, seconda guerra mondiale, c'è anche chi pensa perfino: si poteva lasciare la porta aperta, tanto...
Se leggiamo "Eistein"... pensiamo E=MC2, scienza, atomica, relatività, universo, c'è chi pensa perfino: ...pazzia.
>>
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Se leggiamo "Poeta"... spesso pensiamo... sognatore, con la testa fra le nuvole, etereo, ma io lo voglio intendere come uno che "afferma" un'idea di giustizia, di uguaglianza e di libertà fra il popolo.

p.s. come si inserisce la foto nel proprio profilo?


Non mi sembra molto da persone di cultura questo ragionamento ... questo ragionamento è più adatto alle masse secondo il mio parere e purtoppo le masse non istruite e non informate, le masse bisognose che devono sottostare necessariamente a qualcuno, sono quelle che fanno numero e che infossano la società... king

Sappiamo tutti che il bene ha più valore del male, ma il male ha più visibilità del bene ...
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Re: IL poeta deve scrivere continuamente?

Messaggio  Flavia Vizzari il Mer 11 Mar 2009 - 15:37

Lucio Musto ha scritto:

lasciamo stare Berlusconi... e sono d'accordo anch'io!... Ma non mi basta un vento forte che lo spazzi via; mi serve "prima" qualcosa che lo sostituisca (qualcosa o qualcuno non mi importa)... e che assolutamente non vedo ancora spuntare all'orizzonte. Ed allora divento minimalista, e mi tengo lui.


Non amo guardare la televisione, ma dovendo restare a volte nell'ambiente dove i miei familiari seguono il TG, mi capita di ascoltare... oggi facevano un commento che in base a certe sistuazioni in Parlamento è come se si decida in Italia in modo dittatoriale... stanno modificando tante leggi, applicando tante norme, si parla anche di modifche alla Costituzione di un ponte a Messina che i veri Messinesi non vogliono ...

mi chiedo e vi chiedo...


in questo clima giostrato a piacimento, credete che chi detiene il potere sia così stupido da permettere che un "nuovo Personaggio" faccia ingresso nell'ambiente di governo in modo tale da proporsi come valido sostituto?!?...

Se tu hai il bicchiere pieno a metà di acqua come fai a metterci il vino buono e non guastarlo?!?...(ti diventerebbe aceto)

Devi prima buttare l'acqua...(nel fiume, anche... a mare... dove capita capita...Bip Bip..)

dopo, quando pulizia potrà essere fatta stappiamo allegramente il buon vinello, ma purtoppo la cosa è più vicina all'utopia perchè siamo inondati di acqua, altro che mezzo bicchiere .. :-(
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Re: IL poeta deve scrivere continuamente?

Messaggio  Giovanni BonarRIGO il Mer 11 Mar 2009 - 18:19

Infatti, cara Flavia, era delle masse che stavo parlando e del loro "accostamento mentale"... e poi, la le prime due righe del discorso le avevo copiate proprio per chiudere il cerchio... guarda tu stessa da chi?
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Re: IL poeta deve scrivere continuamente?

Messaggio  Lucio Musto il Mer 11 Mar 2009 - 20:04

Flavia Vizzari ha scritto:
Lucio Musto ha scritto:Leggo:

"Animo sensibile e nobile è il poeta che scrive perché sente."

Non posso che essere d'accordo, perché è proprio quello che caratterizza il poeta!...
...ma il problema non si sposta di un ette!

Chissà provando a chiedere in giro, fra tranvai e supermercato a gente scelta a caso:
"Scusi, lei, ma sente di essere d'animo nobile e sensibile, o bifolco e degradato?..."

che genere di risposte si otterrebbero!... ed è giusto!, perché nel fondo tutti, ci sentiamo dei profeti!
Ed allora occorre scegliere parametri diversi, se vogliamo differenziare il POETA dalla mediocrità bruta e indifferente!
Non basta il nostro personale giudizio... a meno che non siamo delle "autorità riconosciute" dal consesso sociale.



Carissimo Lucio ... ricordando sempre di leggere e di tenere sott'occhio il regolamento (non perchè non siate bravi ragazzi...ma perchè non mi va di chiamare il mio fratellino Admin per mettere a posto - prevenire è meglio che curare - anche x cancellare una sola parolina Exclamation )...devo dirti che a mio avviso se chiedessimo al vero poeta e non all'arrivista se si sente di essere sensibile e nobile oppure bifolco e degradato (tanto x usare i tuoi termini)... ebbene, io sono convinta che il vero poeta in quanto persona necessariamente sensibile e umile direbbe di essere un bifolco e degradato... pertanto tutte le digressioni successive fatte non reggono....




Beata te, che conosci persone così!... io, in settant'anni di vita, non l'ho mai inteso dire a qualcuno di essere un insensibile, un bifolco, e un degradato... soprattutto a quelli che scrivono poesie!
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Re: IL poeta deve scrivere continuamente?

Messaggio  Flavia Vizzari il Mer 11 Mar 2009 - 21:53

Uno tra questi, che ricordo con rammarico per la sua scomparsa prematura è Don Giuseppe Malgioglio, ad ogni omelia o incontro diceva sempre quando parlava di 'peccatori' per non offenderci, io sono il primo... ma già dal tema sui poeti siamo sfociati in politica (o quasi) e non è il caso andare ancora OT :-(
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Re: IL poeta deve scrivere continuamente?

Messaggio  Lucio Musto il Mer 11 Mar 2009 - 22:13

Flavia Vizzari ha scritto:Uno tra questi, che ricordo con rammarico per la sua scomparsa prematura è Don Giuseppe Malgioglio, ad ogni omelia o incontro diceva sempre quando parlava di 'peccatori' per non offenderci, io sono il primo... ma già dal tema sui poeti siamo sfociati in politica (o quasi) e non è il caso andare ancora OT :-(

No amica, non farti film!... non siamo andati affatto OT!

Abbiamo semplicemente detto che personaggi con un nome famoso hanno più facilità a sfondare commercialmente anche nel campo dell'arte, ed abbiamo citato il nome di personaggi noti a tutti, assai più noti dell'anima venerabile di Don Giuseppe Malgioglio che citi tu.

Per quanto mi riguarda, comunque, se ti da noia, puoi sostituire ai nomi "politici" che ho fatto, quelli di Elvis Presley, Brigitte Bardot e Keplero. Il mio argomentare rimane perfettamente identico.

Grazie dell'attenzione!
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Re: IL poeta deve scrivere continuamente?

Messaggio  Flavia Vizzari il Ven 13 Mar 2009 - 8:19

Giovanni BonarRIGO ha scritto:Un poeta che scrive continuamente è certamente paragonabile ad un chiaccherone, ma un poeta che ogni volta che scrive, demolisce un muro, una covinzione, una ipocrisia... è un comunicatore!

No, non penso che un poeta debba scrivere continuamente. Un poeta, diventa tale quando opera un cambiamento.


è pur vero comunque che l'operare aiuta a migliorare ...
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Re: IL poeta deve scrivere continuamente?

Messaggio  Giovanni BonarRIGO il Ven 13 Mar 2009 - 13:02

Come rispondere con le rime e... "per le rime", a chi, pur essendo siciliano ma residente da anni all'estero... definisce oggi i siciliani residenti "dei vegetali" che chinano il capo e reagiscono senza reagire? Come rispondere "per le rime" a chi definisce la nostra mentalità "retrograda"? Io penso, solo alzando la testa.

Pablo Neruda era un uomo pericoloso perchè con la sua poesia fomentava il popolo. Dovette fuggire dalla sua terra. Salvatore Quasimodo, ragusano ma roccalumerese di adozione, Premio Nobel nel 1959, (esattamente trent'anni fa), ebbe un grande cruccio nella sua pur breve vita... non essere considerato dalla sua gente per quanto faceva. Riflettiamoci!
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Re: IL poeta deve scrivere continuamente?

Messaggio  Flavia Vizzari il Ven 13 Mar 2009 - 14:03

forse rimboccandoci le maniche e realizzando le cose senza aspettare chi le faccia per noi?...
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Re: IL poeta deve scrivere continuamente?

Messaggio  flora restivo il Mar 17 Mar 2009 - 8:59

Il poeta deve scrivere "continuamente?" Cos'è un condannato ai lavori forzati? Un poeta scriverà quando e se avrà trovato quel certo pizzicorino, quell'emozione, l'ombra di un pensiero lontano, la sollecitazione di un attimo, la cosiddetta "grazia del primo verso".
Tutte le altre considerazioni, concernenti il valore che viene dato agli scritti, per quanto variamente motivate, nulla hanno a che spartire con l'atto del poetare.
Spesso, specialmente nei principianti, la coppetta, il trofeo, l'attestato e gli applausi di circostanza, possono creare stati di esaltazione per cui ritengono di essere diventati c... e camicia con la Musa. Non è così: in poesia non si arriva mai, perchè ogni traguardo raggiunto, ne porta con sè un altro, più arduo ed è proprio in questo il bello di una sfida che si deve svolgere con se stessi e mai con gli altri.
Tacere se e quando si avverte di non aver nulla da dire, è l'atteggiamento giusto. Dentro, sicuramente, staranno crescendo dei germogli...basta saper aspettare.


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Re: IL poeta deve scrivere continuamente?

Messaggio  giò il Ven 3 Apr 2009 - 23:10

Scusate la lunghezza, ma ho letto che il poeta deve scrivere continuamente, e non sono più riuscito a fermarmi Embarassed .
.
Se mi è permesso provocare molto provocatoriamente, l’equivoco di fondo che rende soggettiva e fuorviante la pretesa dei poeti di essere “osservatori privilegiati” grazie ai quali “l’umanità risplenderà” (e che non riesce a spiegare l’esistenza di opere d’arte di altissimo livello di matti od assassini, il cui scopo non era certamente la illuminazione) è proprio quello di soggettivare la regola invece che il gradimento.
Il rimaiolo, attribuendo la qualifica di poesia al risultato di una tecnica oggettiva e preventivamente regolata, definisce tale qualunque opera utilizzi un parametro metrico.
Conseguentemente, coesisterà (semplificando al massimo e scusandomi col grande Micio non erotico) poesia elementare (filastrocca), ridicola e demenzialpopolare (la mia), arguta (Trilussa), morale (Meli), erotica (Tempio), maestosamente lirica (Dante) etc.etc.
Il versosciòltico, invece, definisce poesia la capacità di comunicare e provocare emozioni, rendendo così soggettivi i parametri della questione.
Epperò, ecco che in questo modo, tagliando fuori dal filone poetico le filastrocche e quant’altro non fraseggia con lo spirito e non tocca le alte sfere, non solo rischia di tagliar fuori poeti del calibro di Trilussa, Martoglio, Belli e via dicendo, ma soprattutto definisce poesia solo ciò che riesce a permearlo, dando così agli impermeabili (o diversamente permeabili) la possibilità di dissentire ed a se stesso la certezza di non poter definir tali nemmanco le sue, perché sarà preventivamente costretto ad indagarne i contenuti (questa si, questa no, questa non lo so…). Praticamente, sarebbe come sostenere che un quadro è un quadro solo quando rappresenta la Madonna.
Questo vuol dire che allora, con delle regole di metrica predefinite, il poeta era facilmente identificabile, mentre adesso, che impera il versosciolto, non è più così facile?
Ebbene, la risposta è: non lo so.
Epperò, so per certo che esistono poesie sia di gerarchi nazisti, sia di internati in campi di concentramento.
Forse, allora, anche per i poeti esiste la regola che tra il bianco e il nero esiste una infinita varietà di grigi.
E chi parla di politica o di sesso o di sport, può ritenersi un poeta?
Già, la politica…
“Come rispondere con le rime e... "per le rime", a chi, pur essendo siciliano ma residente da anni all'estero... definisce oggi i siciliani residenti "dei vegetali" che chinano il capo e reagiscono senza reagire? Come rispondere "per le rime" a chi definisce la nostra mentalità "retrograda"? Io penso, solo alzando la testa.” dice Giovanni Bonarrigo.
Già, alzando la testa…
Hai ragione, Giovanni.
E la Sicilia la ha sempre alzato, la testa.
Secondo me, tornerà a farlo, nonostante la classe dirigente siciliana dell’ultimo secolo (abbondante).
.
In memoria di una autonomia, concordata in via legislativa e svilita in via interpretativa..
Affinchè la nostra classe politica possa giammai scordare il sangue che è stato versato per ottenerla.
Ma quanti siciliani hanno mai letto quel Trattato Costituzionale?
E quanti sanno che, tra le tante, la Sicilia potrebbe pure battere moneta propria?
.
Sicula Siculorum Pi Pani E Libertà (acrostico)
.
Sicilia
Isula tripussenti maravigghi
China di assai biddizzi a centu a centu
Unica, ca pi d'unna pigghi pigghi,
Làpisi nun ci potti senza abbentu.

Accussì ginirusa pe' sò figghi
Senza mai dumannari asservimentu,
Iardinu di ginestri, rosi e gigghi
Ca issenzia l'aria e pròdiga a lu ventu.

Unguentu cataplàsima divinu
Lassatu nta sta terra in pianta stàbbili
Omaggiu strabbilianti e supraffinu

Ratapuntatu e racamatu a manu
Unna scontri putenzi formidàbbili.
Mara, però, si scontri un sicilianu.
Pirchì sti tripussenti maravigghi
Iunciuti a ssi biddizzi a centu a centu
Pi dirittu di sangu dei so' figghi
Ancora sunnu sutta tradimentu

Nun già di l'oppressura, ca si pigghi
Iunti di storia è sempri asservimentu
Eternu, ma a tradiri rosi e ggigghi
L'ùnici tradituri a stu mumentu,

Interamenti, semu i siculioti,
Breccia d'antichi vespri e lotti armati
E ddi gloria e ddi sangu, a dari voti

Rialati a genti c'ha scurdatu già
Tutti ddi figghi so' morti scannati
Assicutannu pani e libertà.
.
Giovanni Piazza
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Re: IL poeta deve scrivere continuamente?

Messaggio  flora restivo il Sab 4 Apr 2009 - 11:05

Mamma mia, come si è allargato il campo della discussione! Se non ricordo male, si era partiti dalla domanda: "il poeta deve scrivere continuamente?". Ho letto tante opinioni condivisibili, concetti "politici" e tanto altro, espressi con veemenza e toni molto sinceri. Ora mi chiedo, se tornassimo a parlare di poesia, di chi la scrive, di chi la legge, di chi l'apprezza, di chi la pubblica, di chi NON la pubblica, di chi la vende, di chi NON la vende e perché, come sarebbe?
Forse rientrare in campi più aderenti, anche se la poesia è deputata proprio allo spaziare, ci metterebbe in grado di avere idee più chiare sul ruolo, il concetto, la sostanza del cosiddetto "atto poetico".

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Re: IL poeta deve scrivere continuamente?

Messaggio  giò il Sab 4 Apr 2009 - 15:22

Eh, cara Flora, Smile
fosse così semplice, seguire la ristrettezza di quel filo logico che ci assicuta, staremmo tutti in fila appesi a quell’unico filo, ognuno a ripetere le stesse, eterne e teoriche camurrìe poetiche.
Qui si è parlato un po’ di politica e del ponte e dell’atteggiamento dei siciliani e della nobiltà del poeta.
E come se fa, a resistere alle tentazioni che si intrufolano in ogni discussione?
Epperò, ancora, sarebbe giusto che la poesia si estraneasse da ogni problematica non filosofica, rischiando di perdere il contatto con la realtà?
Epperò ancora, il poeta deve scrivere solo di concetti astratti, od anche di politica e di sesso e di sport etc,etc,etc,?
E quando capisce, il poeta, che l’ispirazione è quella giusta che “sente”, e che l’atto poetico non è una piccola sofferenza individuale, ed è quindi un atto grande? Shocked
E si potrebbe discettare filosoficamente per anni, sulla sostanza di quell’atto, ma non ne verremmo a capo mancu cu li bummi.
Lucio Musto (ciao Very Happy ) ha scritto:
"Animo sensibile e nobile è il poeta che scrive perché sente."
E questo è assolutamente ed universalmente condivisibile, epperò (e te pareva!) Lucio sa bene che non esiste una regola oggettiva del “sentire”.
Chi decide che quel poeta “sente”?
Deve sentirsela da solo oppure ha necessità del sentire altrui?
E basta la buona fede ed il comune sentire, per fare grandi delle piccole opere, oppure è necessario che i suoi atti grandi siano di sostanza altamente artistica?
E come giustificare, infine, l’esistenza di opere d’arte di altissimo livello, di artisti di bassa moralità o di ladri ed assassini o, semplicemente, pazzi?
Eh, cara Flora, qualunque sia la sostanza di quell’atto, come sempre, le domande son sempre molto più numerose delle risposte.
Torniamo pure a parlare di poesia, ma chiarirci le idee, mi sa che sarà facile come quella cosa lì, dei cammelli e delle crune degli aghi.
Ciao Very Happy
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Re: IL poeta deve scrivere continuamente?

Messaggio  flora restivo il Sab 4 Apr 2009 - 16:16

Giustissimo e allura, chi facemu? Non basta che ciascuno di noi metta sulla carta ed esponga anche a chi non è esattamente nella sua lunghezza d'onda, il suo modo di essere, le sue piaghe, "miserie e nobiltà" della sua anima?
Non parliamo di versaioli, quelli ci sono sempre stati e sempre ci saranno e avranno i loro estimatori, parliamo di chi ama la poesia e si mette, umilmente, al suo servizio. Certo che parlerà di tutto, certo che non sarà estraneo al contesto in cui vive, certo che toccherà qualsiasi argomento ne pizzichi la sensibilità, certo che non avrà argomenti tabù, certo che incontrerà facilmente pareri avversi e contrastanti, ma, altrettanto certo è che ciò non lo farà arretrare di una virgola.
Del fatto che un artista non è un essere superiore alle umane miserie, siamo perfettamente d'accordo, sì, molti grandi nell'arte, sono stati piccoli nella vita, è una dicotomia che si verifica; sappiamo tutti di un grandissimo del passato che viveva un rapporto incestuoso con la sorella e questo non gli ha impedito di scrivere magnifiche poesie. Che dire?
Sai, carissimo, che nel rispondere, non c'è più davanti il testo dell'interlocutore, sicché spero di non aver travisato il senso del tuo interessantissimo intervento.
Felice sabato.





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Re: IL poeta deve scrivere continuamente?

Messaggio  giò il Sab 4 Apr 2009 - 17:16

Sai, carissimo, che nel rispondere, non c'è più davanti il testo dell'interlocutore, sicché spero di non aver travisato il senso del tuo interessantissimo intervento.
Felice sabato.


Il testo dell'interlocutore non è più davanti, cara Flora, epperò lo trovi subito in basso, facendo scorrere la pagina in cui inserisci la risposta (l'ho scoperto da poco, ed anch'io andavo a memoria, le prime volte).
Epperò, ti dico subito che tu non travisasti mai, mia cara (specie nel momento in cui mi definisti "carissimo" e "interessantissimo" Very Happy) .
Quanto al "e allura chi facemu?", quello che elenchi tu, basta ed avanza, ma ciò non toglie che la patente di poeta ben difficilmente ci concede il diritto di guidare e condizionare ed indirizzare la vita degli altri.
E se "miseria e nobiltà" sono tanto strettamente connesse da farmi sospettare che questa stupida vita si diverta a confonderci, penso allora che il riuscire a sorridere della nostra misera condizione umana, ed il conseguente non prendersi troppo sul serio, sia il modo migliore per riuscire ad affrontarla e sopportarla, questa stupida vita.
Qualunque sia la lunghezza d'onda sulla quale si decida di sintonizzarsi.
Felice sabato anche a te.
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Re: IL poeta deve scrivere continuamente?

Messaggio  flora restivo il Sab 4 Apr 2009 - 18:30

Caspita, non mi ero accorta di essere Nutricu! Cos'è una promozione o una retrocessione? Aiutooooo!!!!


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Re: IL poeta deve scrivere continuamente?

Messaggio  Giuseppe Sammartano il Dom 5 Apr 2009 - 12:39

Carissimi, scusate se mi intrometto, un paio di anni fà, ho avuto (in un altro sito) un dibattito "quasi" simile, ed in quell'occasione ho composto due sonetti che vi trasmetto:

Jù caru amicu chistu vogghiu diri:
pueta unu nasci ppi cantari
di la Gran Matri li so beddi siri,
li so muntagni, lu so celu, u mari,

lu cardaciu di la vita amara,
li peni ca ti dà l’afflittu cori,
o lu russuri ca la facci affara,
o quannu n’alma lentamenti mori.

Pulitica non duna miludia,
e mancu i scritti dati a lu curtigghiu;
ca sù paroli persi, senti a mia!

Lu dugnu a mia stissu stu cunsigghiu:
“jù lèggiu sulu vera puisia
quannu na perla scinni da lu gigghiu.”

**********

Cchiù pagini jù lèggiu di minnali
ca mèttunu i paroli a usu ‘nversu;
ppi qualchidunu è megghiu lu tistali
ca scrìviri ppi iddu è tempu persu.

Ncumpensu ci sù tanti mastriceddi
ca scrìvunu co cori e no ca menti;
già chissi ànnu aperti li canceddi
pirchì cu’ i leggi appoi non si nni penti.

Cu’ àvi cori sulu a ‘mpuitari,
li versi ammutta sempri a capu chinu
ca non ci nn’avi tempu ppi sparrari;

ognunu si lu conza u so distinu.
Ma ora jù ti vògghiu salutari:
t’abbrazzu e sugnu lu to amicu pinu.


Io ritengo che:- Poeta è colui che scrive quando ha veramente qualcosa da dire (e questo non è "sempre"), quando percepisce delle sensazioni, emozioni e li mette su carta; se riesce a trasmettere, a far percepire le stesse emozioni, le stesse sensazioni a chi lo legge
è fatta.-
Poi, se quando scrive non è in perfetto lessico, se ha omesso o aggiunto qualche consonante, credo che sia poco importante.
Un Poeta non è necessariamente un professore di università, o una persona molto istruita, anche se tale possibilità non viene esclusa, è semplicemente un Artista, e come Artista può scrivere in qualsiasi campo. Tutto il resto poco conta (questo è solo e semplicemente il mio parere).
Un abbraccio a tutti, Pino.
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Re: IL poeta deve scrivere continuamente?

Messaggio  flora restivo il Dom 5 Apr 2009 - 16:53

libertè egalitè, fraternitè e ognunu facissi comu egghè.
Buona Domenica delle Palme e...PAX.



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Re: IL poeta deve scrivere continuamente?

Messaggio  Flavia Vizzari il Dom 5 Apr 2009 - 17:27

credo che l'argomento non esuli dal contesto iniziale... sempre di poesia si parla... consiglio se volete avere sott'occhio lo scritto al quale rispondere di cliccare su quota e non su rispondi, magari cancellando le parti che nn ci interessano, facendo attenzione a non cancellare i TAG di inizio e fine....
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