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Raccolta di novelle Dieci Storie di Maria Paola Villanova

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Raccolta di novelle Dieci Storie di Maria Paola Villanova

Messaggio  Giuseppe Sammartino il Ven 28 Mag 2010 - 13:24

Dieci Storie, una pregevole raccolta di novelle e racconti brevi, è il settimo libro della scrittrice Friulana Maria Paola Villanova.
Con l’asettico titolo di Dieci Storie, nel mese di marzo 2010, l’editore palermitano Abbadessa ha pubblicato un elegante volume di 160 pagine della scrittrice Maria Paola Villanova, di cultura friulana ma che vive in Sicilia da quasi trent’anni in quanto coniuge del prof. Filippo Maria Provitina, noto storico di Agira e docente di glottologia e linguistica presso l’Istituto Superiore di giornalismo di Palermo.
Maria Paola Villanova in campo artistico ha già avuto modo di esprimere il proprio talento con la lavorazione del rame ( secondo la tecnica della martellatura), come stilista di abbigliamento e nelle vesti di disegnatrice.
Dopo i racconti Dietro la facciata del 1998, In compagnia della pioggia, La Luna incatenata e Odori di infanzia tutti del 1999, il libro allegorico ed ironico Il sogno nel sogno del sogno dentro il sogno del 2001 e Come fosse vero… e altre storie del 2004, una bella trilogia narrativa di rara sensibilità sociale, con cui affronta i temi della disoccupazione, della omosessualità e del vivere dei barboni, Dieci Storie è la sua settima opera di scrittrice.
Per Emanuele Cavallaro, giornalista di fama internazionale e docente di geografia economica e politica presso il suddetto Istituto Superiore di giornalismo, nonché autore di una delle due pregiate prefazioni al libro, il tempo trascorso in Sicilia per la scrittrice friulana non è stato mai vano dato che “ sembra proprio incredibile che Mariella Villanova possa conoscere questa Isola ed amarla più di un indigeno” e perchè ne “ conosce gli abitanti meglio di qualsiasi etnologo, scrittore, studioso dei nostri tempi”.
L’ambientazione di questa raccolta, come scrive l’autrice a pagina 77, “ è ancora una volta in Sicilia perché è in questa terra che sto vivendo la mia esistenza di persona adulta, perché è in questo ambiente che ho maturato la scoperta di sensazioni profonde derivanti da esperienze dirette ed indirette e dalla osservazione di avvenimenti tragici aventi il sapore della commedia burlesca”.
Per Michelangelo Ingrassia, docente di Storia delle dottrine politiche presso l’anzidetto Istituto di giornalismo e autore dell’altra prefazione, le novelle e i racconti di Villanova “ sono storie del mondo odierno e i suoi personaggi possono essere interpretati indifferentemente da Siciliani o Americani, Cinesi o Indiani… perché l’indigenza, la pedofilia, la lussuria, vizi capitali del nostro tempo, si sono ormai globalizzati proprio perché si è accettata la globalizzazione come fatto irreversibile”. Più precisamente “ I racconti di questo libro, insomma, sono episodi di un romanzo sociale che pone sotto accusa il modello globalizzante che ha annichilito le specificità, le consuetudini, le identità, le tradizioni sostituendole con un vuoto morale, culturale, sociale immenso e colpevole”. Con questi racconti- continua il prof. Ingrassia- Mariella Villanova “ ha avuto il coraggio morale ed intellettuale di dimostrare che se è vero che i reati di un delinquente non sono colpa sua ma nostra, cioè della società, è pur vero che questa società è profondamente malata”, quindi “ tocca agli uomini e alle donne di buona volontà guarirla riscoprendo l’etica, l’estetica, la potenza del bene comune e del legame sociale”.
In questa raccolta, godibile dall’inizio alla fine e scritta in un linguaggio semplice e chiaro, secondo il felice e saggio dettame del defunto maestro di giornalismo Indro Montanelli che “ chi scrive oscuro è ignorante o un imbroglione” ( vedere pagina 77 del libro), si nota da subito il racconto finale dal titolo “ Gli spiaggiatori”, dove, momenti di impegno storico e politico, si intrecciano con una unilaterale delicata storia di infatuazione amorosa senza futuro, in una atmosfera belligerante che fa da scenario, in un quadro di uomini senza presente e senza nome, facile preda della ineluttabilità della vita e della morte. Questa raccolta, come scrive la stessa autrice a pagina 11 , “ mette assieme alcune storie su alcuni aspetti del nostro vivere sociale” e, in tre di esse, cioè Il Pensionato, Uno di troppo, La firma, “ ho cercato di esprimere le difficoltà che incontrano gli anziani, allorché, per motivi di età, sono costretti a mettersi da parte lasciando a più giovani gli spazi prima da loro occupati”. Poi con Il Funerale e con Cesare “ ho pure voluto dedicare a quanto spesso avviene nell’ambito familiare con la dipartita di un congiunto da questo mondo”, mettendo “ a fuoco l’ipocrisia che, a volte, accompagna il feretro e la fresca memoria del defunto” . Con La Confessione, infine, “ altro argomento che ho voluto porre in evidenza, è quello della quotidiana lotta con se stessi di quei sacerdoti cui manca la forza interiore di resistere al naturale richiamo del sesso al punto di commettere sacrilegio, utilizzando il sacramento della confessione per soddisfare le loro ingenue curiosità”.
Il risultato di questa ultima pregevole opera letteraria è certamente positivo, “ all’altezza delle dichiarate intenzioni” dell’autrice. Se ne consiglia, pertanto, la lettura.

Giuseppe Sammartino









































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