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La politica come servizio

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La politica come servizio

Messaggio  Giuseppe Sammartino il Mar 25 Mag 2010 - 13:38

La politica come servizio


La politica da arte del possibile, cioè della ricerca del consenso e della mediazione per realizzare il benessere collettivo, per alcuni politici, è diventata, purtroppo, un artificio, un espediente abile ed ingegnoso per raggiungere, a qualsiasi costo e con ogni mezzo, l’autoaffermazione, cioè il successo e il potere, e la ricchezza per sé, per i propri familiari e per gli amici più cari.

Niccolò Machiavelli redivivo, se dovesse riscrivere il Principe, cioè il trattato sull’arte del buon governo, dai loro comportamenti, dalle loro malefatte, avrebbe certamente sufficiente materia di riflessione e approfondimento per farlo più voluminoso e interessante. Se per uno scrittore di tale fama, per ben governare la res pubblica, è il fine che giustifica i mezzi, per il politico corrotto, invece, sono i mezzi che giustificano il fine, stante che li usa con molta liberalità, senza ritegno e distinzione alcuna, allo scopo di fare il suo interesse.

Nel recente passato, prima di tangentopoli, non esistendo il finanziamento pubblico dei partiti, il politico il più delle volte rubava per sostenere le spese di funzionamento del suo partito o per pagarsi la campagna elettorale, magari senza trattenere una lira per se stesso. Anzi - non racconto una favola -, parecchi di loro, per il rispetto alle istituzioni e al bene comune, agivano, senza clamore, con giudizio ed onestà.

La politica, da servizio agli altri, specie ai più poveri, quale dedizione alla causa comune, al benessere pubblico, per il politico corrotto è, purtroppo, uno strumento di corruttela, di ricatto e di sopraffazione, al solo fine di avere il potere ed ottenere facili e lauti guadagni.

Per raggiungere il suo tornaconto, infatti, è disposto a qualsiasi compromesso, a sopportare di tutto e di più, fa, se necessario, anche le maratone, i pellegrinaggi in Africa, persino le scalate alle banche, come se fossero delle normali prove sportive da esibire come trofei e con tanto clamore.

Con questa logica, con queste finalità, per ottenere il voto, promette di tutto, la soluzione di ogni problema e non appena eletto e fino alla prossima votazione, dimentica quello che ha promesso ai suoi elettori e si adopera, invece, con ogni mezzo e senza pudore, a realizzare quello che si è prefisso per se stesso e per la sua “cordata” di amici e parenti.

I partiti, purtroppo, spesso latitano, dai satrapi di turno vengono riuniti solo in occasione di congressi parata, veri spettacoli di cortigiani nani, di ballerine, starlette televisive, escort di lusso, pronti spesso ad allietare ed osannare il principe di turno. Al loro interno operano a volte dei delinquenti, che tentano in tutti i modi a trasformarli, da autentica scuola di politica, di preparazione attenta e scrupolosa nell’arte di governo per acquisire il senso dello Stato e per fare l’interesse pubblico, in consorterie o peggio ancora in clan “l’un contro l’altro armati”, in perenne litigiosità.

Tutto questo succede perché il politico corrotto non ha alcun scrupolo, paura di niente e di nessuno, va diritto allo scopo. Da impenitente mariuolo, arraffa tutto, non s’accontenta più delle sole merendine, dei piccoli regali. Vuole, soprattutto, le regalie, gli appannaggi, le poltrone prestigiose, non disdegnando - anche se non ne ha i titoli! - di occupare anche le più alte cariche. Per costui conta molto arrivare al potere e conservarlo, con gli annessi privilegi, il più a lungo possibile. Importa stare sempre a cavallo, direbbe il comico Totò, in attesa di fare il salto e galoppare indisturbato per altri più remunerativi e prestigiosi traguardi.

Al termine del mandato dovrà, però, rendere conto dell’operato ai suoi elettori, pur se tenterà ancora una volta di barare, ne ha, ora più di prima, i mezzi, la volontà e l’interesse.

Morale della favola: alla fine della storia, il politico corrotto rimarrà nudo e solo e se non sarà capace di giustificare gli imbrogli fatti, verrà ancora una volta, come è già successo durante tangentopoli, pubblicamente sbeffeggiato e costretto ad andare, se non in galera, almeno a casa, possibilmente in esilio, ad espiare, amaramente ed in solitudine, le colpe per il malaffare commesso.

Ci si augura, per il bene della nostra amata Patria e degli stessi politici onesti, che dal Parlamento o dal Governo al più presto sia approvata una nuova legge idonea a frenare, prima che il sistema crolli definitivamente, il dilagare della mala pianta della corruzione. Ci guadagneranno la politica ed anche il Paese.

Giuseppe Sammartino




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Re: La politica come servizio

Messaggio  Alba Terranova il Sab 14 Ago 2010 - 9:48

concordo pienamente sull'analisi e sulle critiche aperte mosse alla situazione politica italiana attuale. Non sono però d'accordo sulla conclusione. Due sono gli elementi che mi fanno dubitare.
Il primo riguarda il monopolio delle menti come da premonizione orwelliana che nel 1848 prevedeva ciò a cui oggi stiamo assistendo...manca poco che ritirino i libri di storia per riscriverli!
Il secondo invece riguarda l'ignoranza dilagante nella quale versa il paese e stando a vedere la manovra finanziaria e la riforma dell'istruzione dovrebbe essere evidente come l'intento sia quello di impedire il diffondersi della cultura per ottundere e circuire le menti delgli elettori.
Ci vogliono ignoranti come le capre per poterci bombardare con le str......ate che mandano in tv ormai monopolio del Berlu...
l'elettore non si sveglierà nemmeno quando morirà di fame e intanto dall'altra parte i politici non sono meno corrotti solo meno abili a convogliare l'attenzione dell'italiano medio sempre più ignorante come una capra. Come si sbloccherà la situazione? Berlu non è eterno e spero di essere qui per poter vedere cosa succederà nell'era post-berlusconiana...
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Re: La politica come servizio

Messaggio  Flavia Vizzari il Mer 16 Feb 2011 - 0:38

potrà aver fine l'autorità di Berlusconi, ma il berlusconismo purtoppo sarà molto difficile estirparlo :-( No


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La politica come sevizio

Messaggio  Giuseppe La Delfa il Ven 11 Mar 2011 - 0:50

Condivido appieno le preoccupazioni del professore Giuseppe Sammartino. Il politico onesto soccombe sempre perché non è in linea con l'andazzo generale che regna nei palazzi del potere. Chi scrive per ben tre volte ha rifiutato la candidatura , non per orgoglio , ma bensì per una ritrosia viscerale che da sempre anima il mio essere fuori dal contesto. Troppi nemici si anniderebbero in seno alla mia sensibile persona . Ed io fuggo da questo caos, diventando eremita della cultura. Pippo




dott. Giuseppe La Delfa -  Laureato in Scienze della Comunicazione -
- Laurea magistrale specialistica in Scienze cognitive e Psicologia -


Socio Accademia Internazionale Pen Club Milano.
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