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Probl. in ARTE : Formazione e Inserimento Professionale

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Probl. in ARTE : Formazione e Inserimento Professionale

Messaggio  Admin il Mar 15 Gen 2008 - 13:11

La rivendicazione è portata avanti da più di un mese dalle Accademie di Belle Arti italiane, per richiedere una reale parificazione con le Università, e quindi un titolo di studi corrispondente a un diploma di laurea. Ora la protesta sfocia in un giorno di mobilitazione nazionale, previsto per martedì 15 gennaio, con assemblee e presidi in tutta Italia. La legge su cui si concentra l'attenzione è la legge di riforma 508/'99, che prevede l'equiparazione degli istituti AFAM (Accademie di Belle Arti, Conservatori, Accademia di Arte Drammatica, Accademia di Danza e ISIA) con quelli universitari, dichiarando il rilascio di diplomi accademici equipollenti a lauree. Otto anni dopo non è ancora uscita la legge applicativa, che renderebbe veramente spendibile il valore dei diplomi accademici sancito dalla legge di riforma. Ciò ha comportato una serie di disagi agli studenti delle Accademie, considerando anche che la 508 è per definizione a “costo zero”, e potendo essere applicata autonomamente dalle singole Accademie di Belle Arti, le istituzioni hanno spesso aumentato - e questo è uno dei punti cardine delle proteste - i contributi a carico degli studenti.

www.exibart.com/notizia.asp?IDCategoria=204&IDNotizia=22061
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Funzione formativa dell'Arte

Messaggio  Flavia Vizzari il Lun 13 Lug 2009 - 8:58

Secondo voi, oggi, la funzione formativa nel campo dell'arte, intesa nei suoi vari settori, è applicata in maniera ottimale? Potrebbe essere maggiormente sviluppata? ...



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Quali modalità per l'inserimento nel mondo del lavoro

Messaggio  Flavia Vizzari il Mer 2 Set 2009 - 15:48

Ci sono nell'ambiente in cui viviamo svariate brutture che potrebbero cambiare ed essere sanate con il contributo professionale di tutti coloro che hanno sviluppato una certa capacità e abilità estetica e creativa.

Ma oggi i nostri giovani non riescono a realizzarsi professionalmente e al tempo stesso assistiamo ad un ambiente in cui siamo costretti a vivere che non rispecchia le ottimali fruizioni.

Come, secondo voi, si potrebbe risolvere questo problema?

Come potrebbe essere possibile dare il giusto orientamento professionale ai nostri giovani e al tempo stesso migliorare la società in cui viviamo?


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Re: Probl. in ARTE : Formazione e Inserimento Professionale

Messaggio  Ospite il Dom 6 Set 2009 - 8:56

Naturalmente questo è un problema. oltre che per l'ambiente in cui viviamo (che rimane molto brutto per non poter utilizzare le idee estetiche dei professionisti dotati artisticamente) anche per i giovani che studiano e si formano nell'ambito delle belle arti, che molto spesso rimangono disoccupati o occupati in attività "estranee" alla loro competenze più specifiche... a parte i più dotati o più fortunati che sono costretti, a immettersi nella carriera docente artistica, l'unica offerta che rimane loro per poter svolgere una attività degna della loro formazione.

Quindi siamo di fronte a un problema di DISCONNESSIONE tra l'esigenza sociale di poter godere un ambiente vivibile "bello" e il diritto al lavoro di una fascia di laureati e diplomati competenti nell'ambito artistico-estetico.

A questo si può aggiungere che questa grave carenza è supplita da un altro problema, quello dell'intrusismo: nel vuoto che si è creato, si introducono approfittatori privi della competenza necessaria e di scrupoli, okkupano gli spazi di lavoro destinati agli artisti, creando (quasi sempre) delle vere proprie brutture negli ambienti urbani e negli interni pubblici e privati più diversi, ma anche negli oggetti di uso quotidiano.

Un ulteriore problema conseguente, è quello che deriva da tutte queste brutture che si creano e ci circondano; che, disgraziatamente, contribuiscono a diseducare il gusto estetico "maggioritario" dei cittadini.

La decadenza del "bello", non è di poco conto (qualcuno potrebbe pensare che in fondo non è per nulla importante), perché secondo molti sapienti il "bello" è connesso strettamente con il "buono" nella nostra visione del mondo. Cioè l'estetica e l'etica sembrano strettamente relazionati.

Dall'altra parte, non è neanche trascurabile il problema di tanti giovani che si sono formati dopo anni di studi e pratiche (anche con sacrifici economici ed esistenziali) e sono destinati in maggioranza verso una disperante disoccupazione e alienazione sociale.

Come quasi sempre le cause di fondo sono molteplici... e occorrono idee nuove, originali e radicali per iniziare una inversione di tendenza, pur necessaria in questi tempi di grave crisi economica.

Sarebbe utile proporre idee in questo forum o dibattere questo tema, sempre con la dovuta umiltà per le verità relative e rispetto per gli "altri"?



Flavia Vizzari ha scritto:Ci sono nell'ambiente in cui viviamo svariate brutture che potrebbero cambiare ed essere sanate con il contributo professionale di tutti coloro che hanno sviluppato una certa capacità e abilità estetica e creativa.

Ma oggi i nostri giovani non riescono a realizzarsi professionalmente e al tempo stesso assistiamo ad un ambiente in cui siamo costretti a vivere che non rispecchia le ottimali fruizioni.

Come, secondo voi, si potrebbe risolvere questo problema?

Come potrebbe essere possibile dare il giusto orientamento professionale ai nostri giovani e al tempo stesso migliorare la società in cui viviamo?

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Re: Probl. in ARTE : Formazione e Inserimento Professionale

Messaggio  Rosetta Di Bella il Mer 9 Set 2009 - 12:21

Premetto che il problema oggetto del dibattito proposto non è certo di facile soluzione perchè le variabili in gioco sono molteplici.
Io partirei comunque dal ruolo fondamentale della famiglia, primo nucleo sociale dove si "seminano" i valori cui poi si fa riferimento per tutta la vita.
L'arte, la cultura, la "bellezza" in senso lato sono, secondo me, valori imprescindibili per lo sviluppo della società civile.
Dovremmo essere più determinati a "pretendere il bello" per tutti, andando oltre l'interesse strettamente personale.
E mi viene in mente certa programmazione televisiva di dubbio gusto che gode di un seguito notevole di ascolti. Perchè succede questo?
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Re: Probl. in ARTE : Formazione e Inserimento Professionale

Messaggio  marcella76 il Mer 9 Set 2009 - 21:38

Flavia Vizzari ha scritto:Ci sono nell'ambiente in cui viviamo svariate brutture che potrebbero cambiare ed essere sanate con il contributo professionale di tutti coloro che hanno sviluppato una certa capacità e abilità estetica e creativa.

Ma oggi i nostri giovani non riescono a realizzarsi professionalmente e al tempo stesso assistiamo ad un ambiente in cui siamo costretti a vivere che non rispecchia le ottimali fruizioni.

Come, secondo voi, si potrebbe risolvere questo problema?

Come potrebbe essere possibile dare il giusto orientamento professionale ai nostri giovani e al tempo stesso migliorare la società in cui viviamo?

mah che dire, io in quello che dici mi ritrovo appieno... sarà che mio marito dopo anni di studi e sacifici oggi fa tutt altro per mantenere la mia famiglia, sarà che io devo proprio fare i salti mortali per cercare di essere libera dai vari vincoli estetici e formali di ogni lavoro che faccio. io direi che parlare di estetica metodo e tecnica riduce un pò l argomento a qualcosa di artigianale. l artista si differisce dall artigiano proprio per quella scintilla di passione e creatività che un artigiano seppur con molte qualità nn potrà mai avere, l artista è colui che si differisce dagli altri, perchè va e vede oltre, nn credo sia colpa anche qui della televisione, su raiuno la notte ci son dei bei programmi che parlano di arte, libri e estetica. il bello.... nn può esistere un bello universale , ma sappiamo tutti che il bello è soggettivo, e che nn tutti fruiscono di un opera allo stesso modo,
poi ricordiamoci ceh l arte e la bellezza e anche i canoni compositivi di un dato tempo nn son mai uguali a un altro , pichè sull arte, ma direi sopratutto sull uomo influiscono tt le cose che accadono nella società, basti pensare al fascismo e all arte che è stat creata agli inizi del 900, la domanda giusta è che fare.... beh cari amici se lo sapessi nn starei neppure qui a parlarne.... l uomo è un continuo divenire e così acnhe il mondo, unica certezza che se si continuerà verso questa direzione, altro che brutture altro che disoccupazione, stiamo assistendo davvero alla mercificazione di tutto... e alla dissacrazione di ogni cosa. con questo vi saluto .. marcella
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Bel "Tema"!

Messaggio  marcog42 il Mer 30 Set 2009 - 7:09

Quale soluzione?
Una nuova "Cultura Generale". Anzi, la Vecchia Cultura!
No, Marco non da i numeri!
Manca, l'ho letto negli interventi, la presenza della Famiglia. Presenza che "una volta" c'era a partire dalle cose più elementari. Per esempio che, carte, cartine, non vanno gettate per strada. "Pulito è più Bello! Era l'incitamento dei Genitori magari accompagnato da uno scapaccione se si persisteva nel non rispettare la Regola.
Vi è una catena di competenze che si è spezzata. Elenco a caso: la Scuola, gli Oratori, i vari punti di aggregazione che potevano andare dal Teatro dilettantistico al Cineforum. Punti in cui c'era discussione, tutto veniva messo in discussione e dalla discussione nasceva, sempre, qualche "germe" di positività.
La "proposta generale", oggi è squallida, fatta di contrapposizioni radicali a partire dalla Politica che, al posto di essere Guida, oggi, è di cattivo esempio.
Il Bello, si diceva.
Il Bello lo abbiamo attorno ma, appunto, chi ci guida (o ci dovrebbe guidare) è più impegnato a predisporre Lavoro per chi Amico o Amico dell'Amico possa contribuire a mantenergli intatta la poltrona. Da qui, non più la scelta della "COMPETENZA" ma quella della convenienza. E, questo, vale per l'Arte, il Monumento, il Museo, fino alla nettezza urbana ed al trasporto pubblico.
In poche parole e semplici mi sento di affermare (modestamente affermare) che c'è bisogno di RINNOVAMENTO da parte della Società e di ognuno di noi a partire dalle cose semplici. Quanto ci vorrà? Ci si arriverà mai?
Mi piace ricordare una Teoria Matematica detta della "Catastrofe" dove, all'improvviso, si ha una modificazione, verso il basso, degli Eventi. Da qui, dal basso, si può ripartire laceri, miseri, con pochissime risorse, "meno dotati" materialmente, ma con le esperienze pregresse che dovrebbero essere sfruttate in positivo. Insomma, la ruota inventata è stata distrutta ma so che esiste mi serve e con rudimentali attrezzi posso ricostruirla.
E' un salto drammatico, quello proposto dalla Matematica e dalle sue formule, e, per questo, spero che, prima prevalga la Ragione e, naturalmente, il gusto del Bello.
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Re: Probl. in ARTE : Formazione e Inserimento Professionale

Messaggio  Ospite il Dom 4 Ott 2009 - 0:16

...proprio la settimana scorsa una studentessa a cui ho diretto la "ricerca tutelata" (è una ricerca per apprendere e dimostrare di avere appreso a investigare, per poi realizzare la tesi dottorale)... ha presentato e difeso la sua ricerca davanti alla commissione di dottori preposta per esaminare questi tipi di lavori...

Ha impiegato un anno intero, leggendo libri, "libri bianchi", giornali, dati in Internet, e richiedendo dati istituzionali (ministero, Regione, ufficio collocamento, camera di commercio, ecc.) sul lavoro che trovano i laureati in belle arti, nell'ambito professionale del disegnatore, in Spagna e in particolare in Andalucía..., non vi do i dati che sono stati analizzati, sulle leggi, leggine e sulla normativa... perché occupano parecchie decine di pagine...

Solo vi do una delle conclusioni che ha generato la dottoranda, dedotte dall'analisi dei dati: la causa più importante che da luogo allo scarsissimo impiego dei laureati in belle arti (limitatamente al campo del disegno), deriva dalla grave carenza di leggi per regolamentare questo settore.

Fra l'altro, le ricerche sui profili professionali esistenti (o possibili) nelle varie attività artistiche (al margine dell'attività artistica come libera professione) e una legge che regoli l'accesso per queste ipotetiche attività, brillano per la loro assenza quasi totale...

Questa assenza provoca anche una grave carenza di una cultura del lavoro artistico nella società e una grave mancanza di riferimento per organizzare piani di studi, più efficaci e adeguati alle esigenze reali del mercato del lavoro.

In definitiva, le industrie e le ditte artistiche (e le che hanno necessità non sanno come fare per assumere professionisti con titoli che garantizzino una professionalità incipiente, e quindi si arrangiano cercando fra le loro conoscenze gente che più o meno potrebbero rispondere alle loro esigenze, non avendo nemmeno le idee chiare su quali dovrebbero essere le competenze che dovrebbero richiedere a questi laureati;
I disegnatori artistici non sanno come accedere al mercato del lavoro e, inoltre, non sanno nemmeno su quali competenze specifiche fare leva per dimostrare le loro conoscenze e abilità;
L'università organizza i piani di studi decisi dai burocrati o da professori che non hanno una idea chiara delle competenze professionali utili per il mercato del lavoro operante nel territorio; e per ultimo, il laureato avrà ricevuto una formazione sfasata o mal arrangiata (nella maggioranza dei casi); per cui anche la sua preparazione non lo aiuta molto per trovare un lavoro artistico e poter lavorare...

È un poco come il cane che si morde la coda :-(

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Quali modalità per l'inserimento nel mondo del Lavoro

Messaggio  Giuseppe La Delfa il Dom 4 Ott 2009 - 6:05

Caro Nicola , hai ragione quando metti in risalto le negatività dell'Università spagnola e di alcuni docenti. in Italia la situazione non è da meno, le prestiose Università italiane fiore all'occhiello per tanti secoli della nazione sono in crisi per la perdita di valori culturali, poche si salvano . .Gia dagli anni 90 del secolo scorso con la scusa del relativismo culturale , la globalizzazione e la crisi economica, il crollo il mondo occidentale è entrato in profonda crisi e andrà quasi sicuramente a rotoli .(non desidero essere profeta di sventura ) Il futuro sarà dei paesi emergenti, Cina ,India e sud America . Quale futuro dare alle giovani generazioni? Non si sa ! Ognuno di noi in questo momento drammatico deve contribuire al cambiamento e al miglioramento per salvare il pianeta, innanzitutto dall'inquinamento atmosferico e sociale e con effetto immediato dare dignità e rispetto ai molti docenti universitari che ancora credono di salvare con il sacrificio l'avvenire culturale della propria nazione ,che è un patrimonio inestimabile per le future classi dirigenti patrimonio inestimabile per la crescita dei popoli nel contesto sociale. Abbiamo tutti figli e figlie laureate , che a oggi non hanno un avvenire decente per colpe istituzionali. Non possiamo rassegnarci ... necessita far valere i propri diritti democraticamente Pippo


dott. Giuseppe La Delfa -  Laureato in Scienze della Comunicazione -
- Laurea magistrale specialistica in Scienze cognitive e Psicologia -


Socio Accademia Internazionale Pen Club Milano.
   ......    
Siti web:  

http://giufino.altervista.org - www.giuseppeladelfa.jimdo.com
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Re: Probl. in ARTE : Formazione e Inserimento Professionale

Messaggio  Flavia Vizzari il Dom 4 Ott 2009 - 7:25

Avete detto entrambi delle cose verissime e che io mi sto ritrovando a pensare in questi giorni a proposito dell'alluvione nella zona sud della mia città ...

mi sto rendendo conto che il disastro non deriva soltanto dalla negligenza umana (abusivismo, mancato rimboschimento ...) ma dalla stravolta situazione climatica del nostro paese ...

mi pare di capire che sia piovuta molta più acqua di tutte le normali volte, anche perchè il paese di Briga Superiore sta per essere evaquato e io a parte qualche piccolo incendio non ho mai visto abusivismi selvaggi e neppure nuove costruzioni sorgere ...

le cause sono molteplici, ma dunque mi chiedo ...

i quattro geologi chiamati per verificare la sicurezza del luogo dove erano prima?

Perchè sono stati chiamati soltanto adesso? Vengono dal nord?

..... Dov'erano impiegati questi esperti? Perchè un luogo se necessita di esperti deve esserne sprovvisto se gli esperti esistono ?!?


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Re: Probl. in ARTE : Formazione e Inserimento Professionale

Messaggio  Admin il Mer 24 Mar 2010 - 9:03

MANIFIESTO POR LA PLENA INTEGRACIÓN DE LAS ENSEÑANZAS ARTÍSTICAS SUPERIORES EN LA UNIVERSIDAD



Del estudio de la Ley Orgánica 2/2006, de 3 de mayo, de Educación, del Proyecto de Real Decreto* por el que se establece la ordenación de las enseñanzas artísticas superiores reguladas en dicha Ley y del Informe de la Ponencia sobre el mismo, se deduce un posicionamiento claro a favor de la plena equiparación de las enseñanzas artísticas superiores** con los estudios de rango universitario.



Sin embargo, todos estos documentos legislativos se muestran contrarios a integrar las enseñanzas artísticas superiores en la Universidad, manteniendo un estatus jurídico-administrativo diferenciado para las mismas, con el consiguiente redoblamiento de medios que ello implica, siguiendo una filosofía antieconómica.



Hace casi cuatro décadas, en la Ley 14/1970, de 4 de agosto, General de Educación se estableció la integración de las antiguas Escuelas de Bellas Artes, de los Conservatorios de Música y de las Escuelas de Arte Dramático en la Universidad, por lo expresado en su Disposición Transitoria segunda que rezaba lo siguiente:



<<4. Las Escuelas Superiores de Bellas Artes, los Conservatorios de Música y las Escuelas de Arte Dramático se incorporarán a la Educación Universitaria en sus tres ciclos, en la forma y los requisitos que reglamentariamente se establezcan.>>



Fruto de esta disposición, las Escuelas de Bellas Artes se integraron en la enseñanza universitaria como Facultades de Bellas Artes, mientras que los Conservatorios de Música y las Escuelas de Arte Dramático quedaron relegadas a un "régimen especial", situado fuera del ámbito universitario, merced a lo establecido por la Ley Orgánica 1/1990, de 3 de octubre, de Ordenación General del Sistema Educativo, que tuvo como contrapartida el dar un impulso positivo al dotar a estas enseñanzas del carácter de estudios superiores y establecer la equivalencia a todos los efectos entre el Título Superior de enseñanzas artísticas y el de Licenciado universitario.



En 1999 se elaboró un informe titulado Las enseñanzas artísticas a examen. Evolución histórica, panorama actual y perspectivas, realizado por encargo de la Conferencia Sectorial de Educación. En dicho informe, basándose en la realidad de los países de nuestro entorno, se presentaron dos modelos organizativos para las enseñanzas artísticas:



1º) Integración de las enseñanzas artísticas superiores y los centros que las imparten en la Universidad.



2º) Ubicación de las enseñanzas artísticas superiores en un ámbito autónomo propio de la educación superior, pero situado fuera del marco universitario.



Todos los Claustros de Profesores de los Conservatorios Superiores de Música se mostraron unánimemente a favor del primer modelo y, pese a que ambos modelos fueron debatidos y evaluados, la Conferencia Sectorial de Educación propuso en sus conclusiones que se adoptase el segundo, con una regulación específica y diferenciada para las enseñanzas artísticas.



Posteriormente, la Ley Orgánica 10/2002, de 23 de diciembre, de Calidad de la Educación estableció el desafortunado denominador de "enseñanzas escolares de régimen especial" para las enseñanzas artísticas, en contradicción con todos los precedentes normativos que había, los cuales impulsaban en una dirección clara: la del reconocimiento del carácter superior de las mismas.



Finalmente, la Ley Orgánica 2/2006, de 3 de mayo, de Educación ha mantenido la segregación de las enseñanzas artísticas superiores respecto al ámbito universitario, sin tener en cuenta que el primero de los modelos antes aludidos supone una serie de ventajas, como se desprende del citado informe de la Mesa Sectorial de Educación:



1ª) Unificación de la legislación existente en materia educativa universitaria y de enseñanzas artísticas.



2ª) Plena normalización del valor académico y profesional de las enseñanzas y los títulos correspondientes.



3ª) Homologación de las estructuras organizativas de gestión y funcionamiento.



4ª) Homologación del régimen del profesorado.



5ª) Homologación del sistema de acceso de alumnos.



6ª) Elevación de la consideración social de las enseñanzas artísticas.



Queda, pues, una deuda histórica a resolver para con las enseñanzas artísticas superiores que únicamente se subsanará cuando las mismas se hayan integrado plenamente en el marco de la Universidad.



Es ahora el momento de aprovechar la oportunidad que brinda la consecución del Espacio Europeo de Educación Superior para establecer unas normativas legales que permitan alcanzar una antigua reivindicación de tantas personalidades del mundo de la Música, la Cultura y el Arte: conseguir que, de una vez por todas, se produzca no sólo una equiparación teórica de las enseñanzas artísticas superiores con las enseñanzas universitarias, sino que se les dote de una igualdad real con las mismas a todos los efectos.



De lo contrario, se mantendrá nuevamente el cisma y el agravio comparativo entre las enseñanzas artísticas superiores y las enseñanzas universitarias, en detrimento de las primeras, por mucho que del espíritu de la ley se perciba el deseo de establecer una equiparación entre las mismas y, además, se invertirá en una serie de esfuerzos por desarrollar normativas y estructuras administrativas independientes de la Universidad que, en la época de crisis económica en que vivimos, no parece tener ningún sentido.



Por todos estos motivos, la Coordinadora estatal por la plena integración de las enseñanzas artísticas superiores en la Universidad ha decidido publicar este Manifiesto y emprender una campaña de recogida de firmas que no pretende promover una iniciativa legislativa popular, ya que ello queda fuera de las posibilidades de la Constitución Española de 1978, al tratarse la Educación, en tanto que derecho fundamental, de una materia reservada para leyes orgánicas.



Ahora bien, esperamos que esta campaña de recogida de firmas sirva para que las Administraciones educativas, tanto estatales como autonómicas, tengan en cuenta la opinión de los profesionales y los miembros de la comunidad educativa (alumnos, profesores y padres de alumnos) que en ejercicio de su libertad de expresión reclaman ser oídos por dichas Administraciones, a la hora de formular leyes que les afectan personal y directamente. Y dado que la soberanía nacional reside en el pueblo español, la comunidad educativa solicita a sus gobernantes que escuche la opinión de la misma, para así establecer de común acuerdo el marco legislativo estatal básico y autonómico que ha de regular los estudios superiores de enseñanzas artísticas.



Coordinadora de enseñanzas artísticas superiores (CEEAASS)



14 de abril de 2009



http://www.ceeaass.org/


"... e chiovi" di Flavia VIZZARI - ediz. del Poggio * AGGIUNGI AL CARRELLO






Artista Flavia Vizzari


Presidente Asas e delegata Regione Sicilia Onlus Mecenate
......
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