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 un bozzetto

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MessaggioOggetto: un bozzetto   Mar Feb 09, 2010 10:28 am

posso inserire un mio studio a pastelli? si tratta di un cartone preparatorio sul una serie di quadri che potremmo intitolare "Anagramma sul significato della vita"
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GualtieroGiovanni
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MessaggioOggetto: Re: un bozzetto   Mar Feb 09, 2010 12:16 pm

Sicuramente, sì.

Alla creatura che nasce ha chiuso l'occhio destro.
Alla persona avanti negli anni quello sinistro.
Un po' come dire che nascendo la vita è concentrata sulla materia, con gli anni, oltre.
In primo piano, una forma animale, forse il condizionamento che, in questa vita ha appunto ciò che si anima attraverso la materia.

Un'opinione personale: un bimbo poggiato sul lato destro e quindi, visibile solo o prevalentemente quello sinistro, ed una persona anziana in cui si vede solo quello destro, attraversato lo spazio dalle cose quotidiane, piccole case, luoghi della memoria, figure in ombra, a seconda del caso, non avrebbero costituito un quadro più sereno e nel quale lo sguardo si soffermerebbe più volentieri?

Ciao.

_________________
Gualtiero Giovanni Canu
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MessaggioOggetto: Re: un bozzetto   Mar Feb 09, 2010 1:14 pm

GualtieroGiovanni ha scritto:
Un'opinione personale: un bimbo poggiato sul lato destro e quindi, visibile solo o prevalentemente quello sinistro, ed una persona anziana in cui si vede solo quello destro, attraversato lo spazio dalle cose quotidiane, piccole case, luoghi della memoria, figure in ombra, a seconda del caso, non avrebbero costituito un quadro più sereno e nel quale lo sguardo si soffermerebbe più volentieri?

Ciao.

Ciao, grazie per l'apprezzamento, la tua osservazione, di cui ti sono grato, merita una risposta. Sicuramente i tuoi suggerimenti compositivi contribuirebbero a rasserenare l'atmosfera del racconto. La mia maniera di affrontare questo particolare tipo di studi è però legata in modo integrale al metodo dei surrealisti, assolutamente automatica, in effetti quando ho guardato sul cartone grigio ho "visto" quelle immagini, le sono andate a recuperare dai miei archivi (nei quali metto da parte le immagini e le suggestioni che via via mi impressionano per qualche motivo) e le ho dipinte in una sorta di automatismo pittorico (in modo simile al metodo della scrittura automatica di tanti scrittori e poeti). Il cartone ha molti difetti, è assolutamente mal composto e squilibrato. Ha l'unico pregio della - spero - freschezza e della immediatezza percettiva che offre. Certo non ha il pregio di rasserenare ma ha evidentemente quello di porre questioni a chi osserva (viste le tue riflessioni di cui ancora ti ringrazio) e questo per mè è uno dei più grandi meriti di una qualsiasi attività artistica (ammesso che il mio bozzetto possa essere annoverato in tale insieme).
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GualtieroGiovanni
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MessaggioOggetto: Re: un bozzetto   Mar Feb 09, 2010 1:36 pm

Grazie a te.
Beh, il disegno c'è.
Il colore pure.
Un'idea anche.

Sarà che io ho la fissa del tramonto, ma lì ce lo avrei visto.
La vecchia materia, guarda il tramonto, all'orizzonte.
Oltre la notte, un nuovo giorno.
Il pupo.
Nasce dalla materia, ma crescendo saprà, con la maturità, che deve andare oltre, la stessa.
Oltre la vecchia, seppur cara, amata, madre-terra.


Ciao.

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Gualtiero Giovanni Canu
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MessaggioOggetto: Re: un bozzetto   Mer Feb 10, 2010 1:30 am

GualtieroGiovanni ha scritto:

Beh, il disegno c'è.
Il colore pure.
Un'idea anche.




Ciao grafite ... condivido il commento di Gualtiero in merito all'abilità tecnica ed esecutiva; complimenti cheers

... ho osservato e a dire il vero mi sono incuriosita alquanto sia dal "bozzetto" che delle tue parole

sembra tu abbia già una idea di partenza ben chiara su cosa vuoi realizzare, e cioè una serie di quadri ... a cui hai pure già scelto un titolo: "Anagramma sul significato della vita", di certo hai la necessità di porre questioni a chi osserva la tua arte ;-) ... ma

parli di automatismo pittorico dici di volere esternare pensieri non ragionati, ma ... se non hai riflettutto su un messaggio globale e definito da comunicare come vuoi spingere il fruitore a spostarsi con il pensiero al significato della vita?

E' stato senza rifletterci che hai ritratto la mosca, simbolo associato al male e al peccato, in primo piano e di grande dimensione? ...

Io (ma mi posso anche sbagliare eh ) penso che tu abbia delle idee molto chiare su ciò che vorresti comunicare e che rifletti molto anche per la cura dei particolari ... piuttosto che un rifacimento di una corrente pittorica del passato io vedo nel tuo lavoro espressa la necessità di domandare a te stesso ... ponendo al fruitore i pochi dati a te certi sul mondo reale della società di oggi ... e affidi al fruitore il compito di scoprire assieme a te le incognite dell'esistenza.


Ma credi che il fruitore possa capire il tuo pensiero se non lo razionalizzi ? (da quel che tu dici comunque, esprimendoti come affascinato dall'automatismo psichico) ... ma può anche darsi che sia io, e sicuramente sarà così, a fare un ragionamento del tutto sbagliato :-))

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MessaggioOggetto: Re: un bozzetto   Ven Feb 12, 2010 1:27 pm

Admin ha scritto:
sembra tu abbia già una idea di partenza ben chiara su cosa vuoi realizzare, e cioè una serie di quadri ... a cui hai pure già scelto un titolo: "Anagramma sul significato della vita", di certo hai la necessità di porre questioni a chi osserva la tua arte ;-) ... ma

parli di automatismo pittorico dici di volere esternare pensieri non ragionati, ma ... se non hai riflettutto su un messaggio globale e definito da comunicare come vuoi spingere il fruitore a spostarsi con il pensiero al significato della vita?
Mi rendo conto che debbo delle spiegazioni riguardo al mio approccio a questo particolare metodo di lavoro. Devo subito avvertire che le mie riflessioni al riguardo non possono essere che totalmente soggettive e che non possono in alcun caso essere prese per indicazioni di metodo universali.
Ed ora veniamo al metodo che uso quando dipingo questo genere di opere. Nel corso della mia quotidianità, tendo a guardare moltissimo e spesso rimango per qualche motivo impressionato da qualche immagine, sia essa una foto su una rivista o su un libro, uno scorcio cittadino, una serie di giocattoli su una bancarella, anticaglie al mercatino delle pulci o anche solo un cielo nuvoloso o una persona vista di sfuggita. Amo conservare le immagini che vedo o fotografare - mentalmente o fisicamente - ciò che noto. Con gli anni le immagini raccolte sono diventate un piccolo archivio fisico e mentale. A volte, quando trovo una immagine che mi interessa essa nella mia mente si ricollega ad una o più immagini che ho già in "archivio", spesso questo avviene per motivazioni che a me rimangono misteriose ma che esigono di essere rappresentate. E' il caso di questo quadro ad olio,
,
dove un mucchio di chiavi buttate su una bancarella di un mercatino hanno chiesto di essere rappresentate come sfondo di un contrabbassista incontrato su una piazza e fotografato mesi prima. Il quadro si intitola "Chiavi di basso" e credo risulti evidente come il gioco di parole sia scaturito da una libera quanto casuale associazione di idee. E' un metodo usato dai surrealisti e rapinato dai pubblicitari che lo chiamano Brain Storming (ovviamente gestito con altre modalità), il metodo non è sconosciuto a tanti scrittori che annotano i loro pensieri e intuizioni nei più svariati sistemi di trappola per le idee. Trappole per le idee e giochi di parole mi fanno tornare alla mente l'utilizzo che ne faceva Froid o i suoi interessi.

Citazione:

E' stato senza rifletterci che hai ritratto la mosca, simbolo associato al male e al peccato, in primo piano e di grande dimensione? ...
Diciamo che il mio tipo di riflessione avviene volutamente senza razionalizzazione, tentando di escludere il ragionamento analitico, aggiungo che l'associazione insetto=male-peccato è tua, personalmente ero affascinato dai riflessi colorati della bestia e dal suo essere in qualche modo una macchina per vivere senza una apparente coscienza, a me gli insetti danno tutti l'impressione di essere una specie di affascinanti robot biologici.
Citazione:
Io (ma mi posso anche sbagliare eh ) penso che tu abbia delle idee molto chiare su ciò che vorresti comunicare e che rifletti molto anche per la cura dei particolari ... piuttosto che un rifacimento di una corrente pittorica del passato io vedo nel tuo lavoro espressa la necessità di domandare a te stesso ... ponendo al fruitore i pochi dati a te certi sul mondo reale della società di oggi ... e affidi al fruitore il compito di scoprire assieme a te le incognite dell'esistenza.

Posso essere d'accordo
Citazione:
Ma credi che il fruitore possa capire il tuo pensiero se non lo razionalizzi ? (da quel che tu dici comunque, esprimendoti come affascinato dall'automatismo psichico) ... ma può anche darsi che sia io, e sicuramente sarà così, a fare un ragionamento del tutto sbagliato :-))
Diciamo che cerco volutamente di porre istanze in cui la razionalità venga esclusa, da intuito a intuito se posso esprimermi in questo modo.
Durante la prima lezione dei miei corsi di disegno dal vero faccio una premessa per distinguere le funzioni legate al mondo dell'analisi razionale (simboli, calcoli, strategie lineari, tempo, lettere, parole sintassi e ortografia) e il mondo della intuizione, della percezione spaziale e atemporale, della comprensione dei fenomeni senza apparente analisi. Uso per mostrare cosa intendo disegnare un occhio molto stilizzato, un geroglifico e lo assimilo alla scrittura. Di fianco accosto il disegno figurativo di un occhio e faccio notare che le due rappresentazioni hanno eco in funzioni perfettamente diverse della nostra coscienza. In noi esistono e convivono (collaborano in simbiosi per lo più) due maniere di affrontare le questioni che ci pone l'universo: una fa capo a sistemi analitici e di calcolo e l'altra a un misterioso senso di sintesi intuitiva, le neuro scienze hanno individuato che i due emisferi del nostro cervello si sono specializzati ciascuno in uno dei due sistemi. Faccio questa distinzione perché devo insegnare che la razionalizzazione, il dare un nome alle cose che vogliamo rappresentare è un ostacolo all'apprendimento del disegno.
Ecco, quando disegno o dipingo, cerco di tener presente che disegno e pittura sono messaggi per la parte di noi che intuisce e sintetizza e cerco di evitare qualsiasi tipo di razionalizzazione.
I titoli che attribuisco ai quadri sono pure associazioni libere.
Il compito di razionalizzare e spiegare il significato di ciò che propongo lo lascio interamente a chi avrà l'occasione di trovarsi di fronte alle mie croste, dato che credo fermamente che ciascuno di noi attribuisce significati meravigliosamente diversi alla propria avventura in questo particolare tempo e universo. Tentare di strutturare quindi una interpretazione razionale buona per chiunque mi sembrerebbe futile. Secondo me dipingere è esplorare in maniera a-razionale la realtà e porre chi vuole guardare ciò che faccio di fronte alle stesse domande che mi pongo. Sono convinto che qualsiasi opera d'arte trovi la propria conclusione nella mente di chi ne fruisce e che le razionalizzazioni se esso ne sente la necessità vadano lasciate appunto al fruitore (o, per i più pigri all'opera del critico).
Ho scritto anche troppo eppure non ho che sfiorato l'argomento, vi prego quindi di essere indulgenti per le generalizzazioni estreme che ho dovuto presentarvi. Questi comunque sono argomenti che mi interessano estremamente, quindi ritrovarmi a discuterne con persone competenti e interessate mi fa un estremo piacere. Grazie per lo stimolo alla riflessione.
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MessaggioOggetto: Re: un bozzetto   Ven Feb 12, 2010 3:35 pm

Il quadro ad olio lo trovo in equilibrio.
Disegno, colori, e messaggio.
Le chiavi comuni, e l'arte nella fattispecie la musica, che apre determinate porte.
Forse quelle che ha trovato nell'animo dell'artista nel momento in cui è stata visitata da questo.

L'insetto mi pare fosse una sorta di scarabeo.

Non ho simpatia per "i robot biologici" gli spiriti meccanici della materia, preferisco quelli che nascono dagli studi e dalle applicazioni umane, come ad esempio i computer.

Buona arte a tutti.

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Flavia Vizzari
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MessaggioOggetto: Re: un bozzetto   Ven Feb 12, 2010 4:58 pm

[quote="grafite"]
Admin ha scritto:
Citazione:

E' stato senza rifletterci che hai ritratto la mosca, simbolo associato al male e al peccato, in primo piano e di grande dimensione? ...
Diciamo che il mio tipo di riflessione avviene volutamente senza razionalizzazione, tentando di escludere il ragionamento analitico, aggiungo che l'associazione insetto=male-peccato è tua, personalmente ero affascinato dai riflessi colorati della bestia e dal suo essere in qualche modo una macchina per vivere senza una apparente coscienza, a me gli insetti danno tutti l'impressione di essere una specie di affascinanti robot biologici.
Citazione:
Io (ma mi posso anche sbagliare eh ) penso che tu abbia delle idee molto chiare su ciò che vorresti comunicare e che rifletti molto anche per la cura dei particolari ... piuttosto che un rifacimento di una corrente pittorica del passato io vedo nel tuo lavoro espressa la necessità di domandare a te stesso ... ponendo al fruitore i pochi dati a te certi sul mondo reale della società di oggi ... e affidi al fruitore il compito di scoprire assieme a te le incognite dell'esistenza.

Posso essere d'accordo
.


non è mia è presa da dei testi ... :-))

Dunque sei daccordo che con i tuoi quadri vuoi dare dei messaggi ben precisi; e non è in contrasto con il tuo dire, di dipingere senza pensare?
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MessaggioOggetto: Re: un bozzetto   Ven Feb 12, 2010 6:14 pm

Flavia Vizzari ha scritto:
Dunque sei daccordo che con i tuoi quadri vuoi dare dei messaggi ben precisi; e non è in contrasto con il tuo dire, di dipingere senza pensare?
Mi rendo conto che è difficile spiegare in due parole i processi attraverso cui ciascuno arriva a sviluppare la propria poetica...
La contraddizione che tu vedi si può dare - secondo me - solo se non si ammette l'esistenza di diverse modalità di pensiero.
Io medito profondamente su quello che intendo realizzare, certamente, solo che non uso processi razionali di pensiero, anzi, faccio di tutto per evitarli.
Come dicevo, esistono varie modalità di pensiero legate a svariate modalità percettive, quando si disegna è indispensabile fare in modo che il pensiero logico analitico - tipico dell'emisfero sinistro - resti inibito e che la "cabina di guida" venga lasciata alle funzioni del lato destro del cervello, quello che controlla il coordinamento percettivo spaziale e facilita lo stato intuitivo. E' una modalità che chi dipinge conosce perfettamente, anche se magari non sa nominarla, è uno stato incantato, nel quale il tempo si ferma e ci si trova intenti e dedicati solo al lavoro che si sta svolgendo.
Quando si dipinge, anche quando si copia dal vero, in qualche modo è l'inconscio che prende il controllo e comunica, secondo me non c'è alcuna necessita di una successiva traduzione logico razionale che necessariamente passa attraverso le generalizzazioni e i limiti dei meccanismi linguistici. La comunicazione comunque avviene da percezione a percezione, da inconscio a inconscio o se preferisci da anima ad anima e quando questo avviene (qualsiasi pubblicitario esperto ti potrà garantire che questo tipo di comunicazione non verbale avviene sempre) la traduzione logico verbale dei significati espressi non fa che esprimere nella migliore delle ipotesi significati parziali.
Quindi, secondo me, non vedo contraddizione tra la meditazione profonda su ciò che si sta raccontando e il rifiuto di razionalizzare il suo significato. Un'opera d'arte (anche i grandi classici) funziona perché pone una muta domanda: "Che cosa significo?" ed è per questo che essa continua ad affascinarsi, perché l'oracolo che ci pone da risolvere è elusivo, ci spinge a riflettere, possibilmente a crescere, e spesso, a seconda del momento che viviamo cambia di valore e significato.
Ovviamente tutto ciò che ho scritto pecca della mia incapacità di esprimere compiutamente quello che penso e dei limiti imposti dalla mia ignoranza, è solo quello che penso, con tutti i limiti e le contraddizioni di un povero umano in costruzione quale io sono.
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MessaggioOggetto: Re: un bozzetto   Ven Feb 12, 2010 10:35 pm

grafite ha scritto:
Diciamo che cerco volutamente di porre istanze in cui la razionalità venga esclusa, da intuito a intuito se posso esprimermi in questo modo.
Durante la prima lezione dei miei corsi di disegno dal vero faccio una premessa per distinguere le funzioni legate al mondo dell'analisi razionale (simboli, calcoli, strategie lineari, tempo, lettere, parole sintassi e ortografia) e il mondo della intuizione, della percezione spaziale e atemporale, della comprensione dei fenomeni senza apparente analisi. Uso per mostrare cosa intendo disegnare un occhio molto stilizzato, un geroglifico e lo assimilo alla scrittura. Di fianco accosto il disegno figurativo di un occhio e faccio notare che le due rappresentazioni hanno eco in funzioni perfettamente diverse della nostra coscienza. In noi esistono e convivono (collaborano in simbiosi per lo più) due maniere di affrontare le questioni che ci pone l'universo: una fa capo a sistemi analitici e di calcolo e l'altra a un misterioso senso di sintesi intuitiva, le neuro scienze hanno individuato che i due emisferi del nostro cervello si sono specializzati ciascuno in uno dei due sistemi. Faccio questa distinzione perché devo insegnare che la razionalizzazione, il dare un nome alle cose che vogliamo rappresentare è un ostacolo all'apprendimento del disegno.
Ecco, quando disegno o dipingo, cerco di tener presente che disegno e pittura sono messaggi per la parte di noi che intuisce e sintetizza e cerco di evitare qualsiasi tipo di razionalizzazione.
I titoli che attribuisco ai quadri sono pure associazioni libere.
Il compito di razionalizzare e spiegare il significato di ciò che propongo lo lascio interamente a chi avrà l'occasione di trovarsi di fronte alle mie croste, dato che credo fermamente che ciascuno di noi attribuisce significati meravigliosamente diversi alla propria avventura in questo particolare tempo e universo. Tentare di strutturare quindi una interpretazione razionale buona per chiunque mi sembrerebbe futile. Secondo me dipingere è esplorare in maniera a-razionale la realtà e porre chi vuole guardare ciò che faccio di fronte alle stesse domande che mi pongo. Sono convinto che qualsiasi opera d'arte trovi la propria conclusione nella mente di chi ne fruisce e che le razionalizzazioni se esso ne sente la necessità vadano lasciate appunto al fruitore (o, per i più pigri all'opera del critico).
Ho scritto anche troppo eppure non ho che sfiorato l'argomento, vi prego quindi di essere indulgenti per le generalizzazioni estreme che ho dovuto presentarvi. Questi comunque sono argomenti che mi interessano estremamente, quindi ritrovarmi a discuterne con persone competenti e interessate mi fa un estremo piacere. Grazie per lo stimolo alla riflessione.

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Mi rendo conto che è difficile spiegare in due parole i processi attraverso cui ciascuno arriva a sviluppare la propria poetica...
La contraddizione che tu vedi si può dare - secondo me - solo se non si ammette l'esistenza di diverse modalità di pensiero.
Io medito profondamente su quello che intendo realizzare, certamente, solo che non uso processi razionali di pensiero, anzi, faccio di tutto per evitarli.
Come dicevo, esistono varie modalità di pensiero legate a svariate modalità percettive, quando si disegna è indispensabile fare in modo che il pensiero logico analitico - tipico dell'emisfero sinistro - resti inibito e che la "cabina di guida" venga lasciata alle funzioni del lato destro del cervello, quello che controlla il coordinamento percettivo spaziale e facilita lo stato intuitivo. E' una modalità che chi dipinge conosce perfettamente, anche se magari non sa nominarla, è uno stato incantato, nel quale il tempo si ferma e ci si trova intenti e dedicati solo al lavoro che si sta svolgendo.
Quando si dipinge, anche quando si copia dal vero, in qualche modo è l'inconscio che prende il controllo e comunica, secondo me non c'è alcuna necessita di una successiva traduzione logico razionale che necessariamente passa attraverso le generalizzazioni e i limiti dei meccanismi linguistici. La comunicazione comunque avviene da percezione a percezione, da inconscio a inconscio o se preferisci da anima ad anima e quando questo avviene (qualsiasi pubblicitario esperto ti potrà garantire che questo tipo di comunicazione non verbale avviene sempre) la traduzione logico verbale dei significati espressi non fa che esprimere nella migliore delle ipotesi significati parziali.
Quindi, secondo me, non vedo contraddizione tra la meditazione profonda su ciò che si sta raccontando e il rifiuto di razionalizzare il suo significato. Un'opera d'arte (anche i grandi classici) funziona perché pone una muta domanda: "Che cosa significo?" ed è per questo che essa continua ad affascinarsi, perché l'oracolo che ci pone da risolvere è elusivo, ci spinge a riflettere, possibilmente a crescere, e spesso, a seconda del momento che viviamo cambia di valore e significato.
Ovviamente tutto ciò che ho scritto pecca della mia incapacità di esprimere compiutamente quello che penso e dei limiti imposti dalla mia ignoranza, è solo quello che penso, con tutti i limiti e le contraddizioni di un povero umano in costruzione quale io sono.


Forse non sono molto competente, ma sicuramente interessata a capire, a ricercare ... In verità. grafite, io credo che tu non sei sincero con te stesso, non volutamente, ovvio :-)) ... spiego il mio pensiero su quanto da te espresso :-))

Il tuo discorso sul cervello, mi pare strano, forse malamente dedotto ... che io sappia, vi sono condizioni ambientali, sociali, psicologiche in cui è necessario che prevalga l’istinto, ed altre condizioni in cui è necessario che prevalga la ragione. Istinto, ragione ed intelligenza soni insiti nella natura umana. Ma non per questo all'occasione si può dissociare un pezzo di cervello per farne funzionare solo un altro come e quando decidiamo noi ... se poi si vuole attribuire agli artisti la capacità di sviluppare di più o di meno una parte del cervello (la sinistra) secondo me è da valutare singolarmente e non si può generalizzare e soprattutto non ci si può autoconvincere del fatto che "io sono artista e devo ragionare solo con mezzo cervello" ... mi sembra a dir poco inaudito *_*

Inoltre non credo (e me l'hai confermato anche tu) che tu realizzi le tue opere senza avere uno scopo, una finalità precisi.
Perchè un opera non nasce "tanto per ..." ma scaturisce da un bisogno, da una necessità (Emozione)
Se è opera d'Arte riesce a suscitare un'emozione; che può anche essere diversa dalla tua, ma tu non sapendolo, non puoi dire faccio l'opera "tanto per ..." che poi il senso se lo cerca il fruitore ... ; perchè così l'opera, secondo me, non riuscirebbe a comunicare senso (Emozione). Non ti pare?
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MessaggioOggetto: Re: un bozzetto   Sab Feb 13, 2010 1:52 am

Flavia Vizzari ha scritto:

Forse non sono molto competente, ma sicuramente interessata a capire, a ricercare ... In verità. grafite, io credo che tu non sei sincero con te stesso, non volutamente, ovvio :-)) ... spiego il mio pensiero su quanto da te espresso :-))
In verità? In verità ... tu credi (???credi di avere la verità??? E se è cosi perché non dire "In verità ti dico che sbagli"? Almeno evitiamo le ipocrisie ed io sarò libero di accettare o meno le tue asserite verità) Ti chiedo: che c'entra la sincerità con se stessi? e per quale motivo io non avrei questo dono? non mi pare un buon esordio se vuoi continuare a discutere con me, io non faccio valutazioni sulla tua buona fede, ascolto le tue ragioni, ne traggo motivi di riflessione e se posso insegnamenti. Non ho ragioni da far prevalere ne penso di possedere verità assolute, quindi non vedo come io possa coscientemente o meno ingannarmi e comunque non vedo come questa considerazione possa far progredire la discussione, se pensi che io sia un imbecille che inganna se stesso tanto vale dichiararlo senza tanti giri di parole, andiamo dritto al punto e non ci stiamo a girare tanto intorno.
Citazione:
Il tuo discorso sul cervello, mi pare strano, forse malamente dedotto ...
"malamente dedotto" in buona compagnia ti assicuro, della specializzazione funzionale degli emisferi del cervello le neuroscienze producono prove fin dagli anni trenta del secolo scorso, se ti documenti sugli studi sulla epilessia grave o sugli studi di Pavlov vedrai che la stranezza che cogli nei miei argomenti verrà fortemente ridimensionata. se vuoi fare più in fretta puoi fare una ricerchina su google "specializzazione degli emisferi del cervello"
Citazione:
che io sappia, vi sono condizioni ambientali, sociali, psicologiche in cui è necessario che prevalga l’istinto, ed altre condizioni in cui è necessario che prevalga la ragione. Istinto, ragione ed intelligenza soni insiti nella natura umana. Ma non per questo all'occasione si può dissociare un pezzo di cervello per farne funzionare solo un altro come e quando decidiamo noi ...
lo facciamo continuamente, non vorrei tediarti con la bibliografia in proposito (gran parte risalente agli anni settanta sviluppata dalla scuola di Palo Alto sotto la guida di Gregory Bateson)
Citazione:
se poi si vuole attribuire agli artisti la capacità di sviluppare di più o di meno una parte del cervello (la sinistra)

non c'è nulla da sviluppare, è già tutto pronto, puoi leggere i lavori di Watzlawick, Bandler, Grindler, Milton Ericson o - per una lettura più divulgativa "Disegnare con il lato destro del cervello" di Betty Edwards
Citazione:
secondo me è da valutare singolarmente e non si può generalizzare e soprattutto non ci si può autoconvincere del fatto che "io sono artista e devo ragionare solo con mezzo cervello" ... mi sembra a dir poco inaudito *_*
non credo di operare alcuna generalizzazione, mi hai chiesto conto del mio metodo di lavoro e te ne ho dato contezza, ora mi tocca anche citare le fonti, vai a dare un'occhiata e fatti una idea personalmente. Inoltre ho fin dall'inizio segnalato che quello di cui parlo è un personalissimo metodo basato su personalissime idee, per me funziona e tanto mi basta.
Citazione:
Inoltre non credo (e me l'hai confermato anche tu) che tu realizzi le tue opere senza avere uno scopo, una finalità precisi.
Perchè un opera non nasce "tanto per ..." ma scaturisce da un bisogno, da una necessità (Emozione)
devo essermi male espresso, il mio lavoro nasce (questo è il mio tentativo) da una profonda meditazione analoga a quella che effettuano i monaci Zen prima dei loro esercizi di calligrafia o pittura, in tale ambiente non c'è alcuno spazio (o non dovrebbe esserci) per la speculazione razionale e quindi il risultato prodotto non ha nessuna possibilità di essere fruito mediante analisi logica. La questione è nota da tempo, Leonardo, il Vasari, Michelangelo e molti altri già ne trattano fin dal rinascimento quindi non sto a tediarti ulteriormente con i miei poveri argomenti.
Citazione:

Se è opera d'Arte riesce a suscitare un'emozione; che può anche essere diversa dalla tua, ma tu non sapendolo, non puoi dire faccio l'opera "tanto per ..." che poi il senso se lo cerca il fruitore ... ; perchè così l'opera, secondo me, non riuscirebbe a comunicare senso (Emozione). Non ti pare?
No, non mi pare, ma questo non toglie nulla al valore del tuo modo di vedere le cose, le tue opinioni rispettano i paradigmi cui hai scelto di riferirmi, le mie opinioni (che per altro non ho esposto, dato che ho parlato qui solo di alcuni miei metodi produttivi assolutamente personali) derivano da altri paradigmi, paradigmi che ho trovato utili per la mia esperienza di vita.
Devo notare alla fine della fiera che, finora, nessuno mi ha mai detto che ciò che dipingo non comunica emozioni, quindi mi accontento.
Buon proseguimento.
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Flavia Vizzari
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MessaggioOggetto: Re: un bozzetto   Sab Feb 13, 2010 2:23 am

grafite ha scritto:
Flavia Vizzari ha scritto:

Forse non sono molto competente, ma sicuramente interessata a capire, a ricercare ... In verità. grafite, io credo che tu non sei sincero con te stesso, non volutamente, ovvio :-)) ... spiego il mio pensiero su quanto da te espresso :-))
In verità? In verità ... tu credi (???credi di avere la verità??? E se è cosi perché non dire "In verità ti dico che sbagli"? Almeno evitiamo le ipocrisie ed io sarò libero di accettare o meno le tue asserite verità) Ti chiedo: che c'entra la sincerità con se stessi? e per quale motivo io non avrei questo dono? non mi pare un buon esordio se vuoi continuare a discutere con me, io non faccio valutazioni sulla tua buona fede, ascolto le tue ragioni, ne traggo motivi di riflessione e se posso insegnamenti. Non ho ragioni da far prevalere ne penso di possedere verità assolute, quindi non vedo come io possa coscientemente o meno ingannarmi e comunque non vedo come questa considerazione possa far progredire la discussione, se pensi che io sia un imbecille che inganna se stesso tanto vale dichiararlo senza tanti giri di parole, andiamo dritto al punto e non ci stiamo a girare tanto intorno.
Citazione:
Il tuo discorso sul cervello, mi pare strano, forse malamente dedotto ...
"malamente dedotto" in buona compagnia ti assicuro, della specializzazione funzionale degli emisferi del cervello le neuroscienze producono prove fin dagli anni trenta del secolo scorso, se ti documenti sugli studi sulla epilessia grave o sugli studi di Pavlov vedrai che la stranezza che cogli nei miei argomenti verrà fortemente ridimensionata. se vuoi fare più in fretta puoi fare una ricerchina su google "specializzazione degli emisferi del cervello"
Citazione:
che io sappia, vi sono condizioni ambientali, sociali, psicologiche in cui è necessario che prevalga l’istinto, ed altre condizioni in cui è necessario che prevalga la ragione. Istinto, ragione ed intelligenza soni insiti nella natura umana. Ma non per questo all'occasione si può dissociare un pezzo di cervello per farne funzionare solo un altro come e quando decidiamo noi ...
lo facciamo continuamente, non vorrei tediarti con la bibliografia in proposito (gran parte risalente agli anni settanta sviluppata dalla scuola di Palo Alto sotto la guida di Gregory Bateson)
Citazione:
se poi si vuole attribuire agli artisti la capacità di sviluppare di più o di meno una parte del cervello (la sinistra)

non c'è nulla da sviluppare, è già tutto pronto, puoi leggere i lavori di Watzlawick, Bandler, Grindler, Milton Ericson o - per una lettura più divulgativa "Disegnare con il lato destro del cervello" di Betty Edwards
Citazione:
secondo me è da valutare singolarmente e non si può generalizzare e soprattutto non ci si può autoconvincere del fatto che "io sono artista e devo ragionare solo con mezzo cervello" ... mi sembra a dir poco inaudito *_*
non credo di operare alcuna generalizzazione, mi hai chiesto conto del mio metodo di lavoro e te ne ho dato contezza, ora mi tocca anche citare le fonti, vai a dare un'occhiata e fatti una idea personalmente. Inoltre ho fin dall'inizio segnalato che quello di cui parlo è un personalissimo metodo basato su personalissime idee, per me funziona e tanto mi basta.
Citazione:
Inoltre non credo (e me l'hai confermato anche tu) che tu realizzi le tue opere senza avere uno scopo, una finalità precisi.
Perchè un opera non nasce "tanto per ..." ma scaturisce da un bisogno, da una necessità (Emozione)
devo essermi male espresso, il mio lavoro nasce (questo è il mio tentativo) da una profonda meditazione analoga a quella che effettuano i monaci Zen prima dei loro esercizi di calligrafia o pittura, in tale ambiente non c'è alcuno spazio (o non dovrebbe esserci) per la speculazione razionale e quindi il risultato prodotto non ha nessuna possibilità di essere fruito mediante analisi logica. La questione è nota da tempo, Leonardo, il Vasari, Michelangelo e molti altri già ne trattano fin dal rinascimento quindi non sto a tediarti ulteriormente con i miei poveri argomenti.
Citazione:

Se è opera d'Arte riesce a suscitare un'emozione; che può anche essere diversa dalla tua, ma tu non sapendolo, non puoi dire faccio l'opera "tanto per ..." che poi il senso se lo cerca il fruitore ... ; perchè così l'opera, secondo me, non riuscirebbe a comunicare senso (Emozione). Non ti pare?
No, non mi pare, ma questo non toglie nulla al valore del tuo modo di vedere le cose, le tue opinioni rispettano i paradigmi cui hai scelto di riferirmi, le mie opinioni (che per altro non ho esposto, dato che ho parlato qui solo di alcuni miei metodi produttivi assolutamente personali) derivano da altri paradigmi, paradigmi che ho trovato utili per la mia esperienza di vita.
Devo notare alla fine della fiera che, finora, nessuno mi ha mai detto che ciò che dipingo non comunica emozioni, quindi mi accontento.
Buon proseguimento.




grafite Shocked


"in verità" è come dire "sinceramente" ... come hai stravolto questo senso vedo che hai continuato ... e siccome io non sono interessata a battibeccarmi ma a conversare di opinioni sull'Arte con semplicità, ti invito a rileggere a mente riposata ...

buonanotte
...
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MessaggioOggetto: Re: un bozzetto   Sab Feb 13, 2010 9:16 am

Per la verità, grafite.

A me non emoziona particolarmente, prendere frase per frase, quello che dicono gli altri, e pensare con un lungo post, infarcito di nomi e tesi, di aver fatto un grande discorso.
Di solito, la sintesi e la semplicità, fanno di un discorso, una grande cosa.

Il dipinto ad olio di sopra, mi diceva tante cose, dal segno al colore, alle forme scelte.

Come autore di testi, parlo di ciò che hai scritto qui, non sei altrettanto convincente o se preferisci emozionante.
E' solo un'opinione, la mia.

Buon Week-End a tutti.

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MessaggioOggetto: Re: un bozzetto   Sab Feb 13, 2010 3:54 pm

GualtieroGiovanni ha scritto:
Per la verità, grafite.


Buon Week-End a tutti.



Che fai? Introduci con "per la verità" ... magari adesso apparirà come "in verità" ... ohi ohi ... saranno guai x te ... adesso rischi che diano dell'ipocrita anche a te e che ti mettano in bocca di avere insultato imbecille, fautore di verità assolute e insinuatore che altri artisti non siano capaci con la loro Arte di emozionare ...

speriamo che il riposo abbia illuminato Idea
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GualtieroGiovanni
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MessaggioOggetto: Re: un bozzetto   Sab Feb 13, 2010 4:22 pm

In Verità, per la verità, sinceramente, ad onor del vero, Gesù, Cristo, Dio, ed altri ancora, sono intercalari comunicativi.
Topos, potremo dire.
Espressioni familiari.

Ognuno ha le proprie.

Denotano, per alcuni versi, noi ed il nostro ambiente, come la macchia mediterranea, ad esempio, talvolta, quello delle nostre amate coste.

Dico talvolta, perché, in verità, tra cemento, ed altro, non è sempre così.

Buon riposino a tutti.

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