Avevo sentito parlare di Alda Merini dall'infaticabile sostenitore degli umili Giuseppe La Delfa , da quando era in vita , per la solerzia di esserle amico e di venerarla come poetessa. Devo dire anzi onestamente che credevo fosse una sua scoperta , tra le tante che si onorano della sua conoscenza o del fatto che speculano sul suo buon cuore .Soltanto al decesso della nobile esistenza compresi quanto grande fosse la statura poetica e di donna , questa Merini , perché giornali e tv inondarono l'eco della sua dipartita col discutere la sua poeticità , come usa del resto il destino degli umili , divenire "grandi" dopo la morte : ne leggo infatti e sento i rimorsi di non averla amata in vita e assecondare nella sola ambizionedi essere letta e capita.
Se ne parlano e ne discutono oggi in Sicilia , é in grazie di La Delfa , perchè le fu vicina tanto , da meritarsi una dedica in versi, personale , e non tanto per averle fatto ottenere da Siracusa il premio Internazionale "Il Paladino " per la Poesia ; di essersi adoperato (con il concorso del docente Andrea Velardi della facoltà di Psicologia e Filosofia cognitiva) di assegnarle la laurea Honoris causa da parte dell'Università di Messina ; di avere raccolto 3000 firme (coinvolgendo anche Il Nobel Dario Fo ), per il Nobel; e per aver dedicato alla memoria una Antologia , della quale conosceva già la compilazione .
Mauro Longo, critico letterario ,giornalista e commediografo
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